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Il futuro del teatro: al Niccolini nasce la fucina dell’attore totale Spettacoli

Firenze – Il teatro potrà avere un futuro se si porrà le domande di Julian Beck e del suo Living Theater. Perché si va a teatro? Che succede a teatro? Ci vai per imparare cose che non conosci? Sai come amare, sai come odiare?

Per far tornare nelle platee, nei palchi e nei loggioni i giovani imbottiti di X factor e reality show, il Teatro della Toscana lancia ora un’iniziativa che va oltre le vecchie prestigiose scuole residenziali del passato con i grandi attori e registi e che promette di entrare nella storia dell’arte della parola con una valenza simile a quella che si inventarono nel novecento alcuni grandi artisti per avvicinare quest’arte alla gente, al popolo.

Per raggiungere l’obiettivo occorre prima di tutto dare vita a “un luogo per costruire il futuro del teatro, affidandolo ai giovani diplomati della Scuola Orazio Costa e di altre scuole – ha detto Marco Giorgetti, direttore della Fondazione Teatro della Toscana nel presentare l’iniziativa – un luogo dove si imparano e si conoscono i mestieri del teatro: dalla maschera all’attore”.

Questo luogo sarà il teatro più antico d’Europa il Niccolini di Firenze. Da oggi è diventato il laboratorio nel quale lavoreranno, studieranno, creeranno i giovani attori riuniti sotto il nome de “I Nuovi”. Ognuno di loro riceverà una borsa di studio mensile per un periodo di tre anni.

Il progetto – ha spiegato ancora Giorgetti – si sintetizza in un manifesto in sei punti dal titolo: Per un attore artigiano di una tradizione vivente. Il primo punto definisce la missione formativa dei Nuovi: Il Teatro d’arte nasce dal rapporto tra Giovani e Maestri, trasmissione e scambio sono i principi su cui si fonda ogni realizzazione.

Trasmissione e scambio di una grande tradizione che deve essere “strappata al conformismo” come ha detto Marco Baliani, il primo maestro che dirigerà al Teatro Niccolini, dall’11 al 22 aprile, Mandragola di Machiavelli, citando Walter Banjamin.

A seguire, a partire dal mese di ottobre, ci saranno Gianfelice Imparato con un lavoro sul teatro comico e sui testi brevi di Eduardo che indaghi anche la possibilità stessa di un teatro comico oggi in Italia; Glauco Mauri con una masterclass sul mestiere dell’attore e un laboratorio su Dostoevskij curato anche da Matteo Tarasco; Andrée Ruth Shammah, che si cimenta nuovamente nello storico allestimento dei Promessi sposi alla prova testoriani, questa volta per instaurare un meccanismo di scambio creativo con i giovani; e Beppe Navello, con un progetto che indaga il ruolo di un teatro nazionale oggi in Italia a partire dalla questione della lingua.

Inoltre il 24 e 25 marzo Filippo Timi apre al pubblico le prove al Niccolini del suo nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Franco Parenti e dalla Fondazione Teatro della Toscana: Un cuore di vetro in inverno con Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini, Michele Capuano. È la storia di un cavaliere umbro che parte per sconfiggere il drago delle sue paure e debolezze

Dal laboratorio del Niccolini dovranno uscire nuovi attori, un Attore Totale, che agisca all’interno di un’idea di teatro alternativa a quella attuale: “Una versione contemporanea degli attori della Commedia dell’Arte – dicono gli ideatori – , aggiornata all’Attore Scarrozzante (secondo la concezione di Testori, non a caso uno dei primi autori a essere messo in scena), che basato al Niccolini possa muoversi in ciascuno degli spazi del Teatro della Toscana”. Da qui partiranno per portare il teatro nelle strade e nelle piazze con veri e propri “Blitz” (Baliani).

Il primo nucleo del progetto è costituito dai 16 attori diplomati al I° Corso della Scuola ‘Orazio Costa’: Maddalena Amorini, Francesco Argirò, Beatrice Ceccherini, Davide Diamanti, Ghennadi Gidari, Francesco Grossi, Filippo Lai, Athos Leonardi, Claudia Ludovica Marino, Luca Pedron, Laura Pinato, Nadia Saragoni, Sebastiano Spada, Filippo Stefani, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe.

Di età tra i 21 e i 30 anni, hanno già realizzato spettacoli e partecipato a produzioni della Fondazione. Sono loro che oggi hanno gridato dai palchi del Niccolini gli interrogativi fondamentali sul teatro di Julian Beck.

 

Foto: i Nuovi (credits Filippo Manzini)

 

 

 

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