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Il futuro delle case popolari? Si chiamerà autogestione Cronaca

Il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari (Sunia) festeggia, in via San Bartolomeo a Cintoia nel cuore del quartiere Isolotto, i quaranta anni dalla fondazione con una giornata dedicata ai centottanta partecipanti al corso di autogestione solidale, che rappresenta un vero e proprio punto di svolta non solo perché è la prima volta in cui viene portato avanti un progetto di formazione su un tale argomento, ma soprattutto perché l’autogestione sarà il futuro della realtà delle case popolari, secondo il segretario generale provinciale Simone Porzio. A caratterizzarlo è stato un percorso multidisciplinare che ha toccato temi sia legali che di mediazione culturale, mostrando l’ampio spettro di formatività che il Sunia si è impegnato a mettere in gioco.

L’autogestione riflette i problemi reali della società, insiste Daniele Barbieri, segretario nazionale Sunia, per cui le tematiche affrontate e i problemi emersi durante il confronto coi partecipanti hanno riguardato la crisi economica, la difficile convivenza tra immigrati, ma soprattutto i temi della morosità. Sandra Cappellini, responsabile Cgil, aggiunge che la morosità si lega in modo forte con la mafia, dato che la crisi economica determina un vero e proprio stato d’emergenza dove la disoccupazione, in particolare quella giovanile, salita al 38%, spinge la cittadinanza priva di lavoro a cercare danaro per permettersi una casa. Le banche offrono prestiti solo nel caso in cui il cliente riesca ad assicurare le giuste garanzie, cosa che, ovviamente, non in tutti i casi risulta possibile. Drammaticamente le persone sono così spinte a ricorrere ad usurai e malavita, producendo una spirale da cui è difficile uscire.

Il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci si dichiara entusiasta di aver partecipato ad un progetto così innovativo, dato che l’autogestione è un’assunzione di responsabilità verso il bene pubblico e la realtà politica. Le istituzioni e la rappresentanza sociale hanno dato uno splendido esempio di collaborazione e compartecipazione, ed è questa la strada da seguire soprattutto per le istituzioni, che devono recuperare il rapporto con la cittadinanza. Tuttavia la questione rimane critica, a causa dei sette sfratti al giorno eseguiti nella provincia. La città, denuncia Simone Porzio, non è più capace di assimilare un’emergenza abitativa strutturale che ormai dura da decenni e che la realtà politica non ha neppure toccato in campagna elettorale, dimenticando un problema concreto e pressante. Per rendere il passaggio casa – casa più graduale e assicurare che non si corroda in casa – strada, Sunia chiede che venga resa finalmente funzionante la Commissione per gli Sfratti. Molti cittadini sono costretti ad andare nei centri di accoglienza ormai sovraffollati e incapaci di organizzare gli spazi. Inoltre esistono circa ottanta case che non possono essere consegnate, anche a chi ha vinto legalmente il bando per gli alloggi a causa del troppo alto costo della ristrutturazione e che quindi rimango disabitate.
Infine giunge anche il sindaco Matteo Renzi, preceduto dal bel discorso di Stefania Saccardi, ormai vicesindaco vista  l'imminente partenza di Dario Nardella alla volta di Roma. Il sindaco rincuora i presenti, lanciando una proposta: i finanziamenti per la campagna elettorale dei partiti  potrebbero essere devoluti per la costituzione di un piano casa. Una constatazione: forse la situazione  nazionale ha risvegliato l'attenzione a temi che erano scivolati via dalle priorità delle agende della politica.

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