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Il futuro di Ataf passa dalla gara regionale Cronaca

I rappresentanti di Cgil Cisl Uil e Enti locali si sonlo incontrati al Circolo di San Bartolo a Cintoia per dibattere del futuro del trasporto pubblico nell’area metropolitana fiorentina, alla luce della volontà dell’amministrazione pubblica di vendere l’Ataf, la più grande azienda pubblica della toscana, attraverso l’istituzione di una gara a livello europeo, il cui bando sarà pubblicato alla fine di marzo. La discussione è stata introdotta dal segretario generale Filt-Cgil, Alessandro Carmignani: “Il trasporto pubblico è un servizio socialmente utile che attraverso i tagli drastici ha subito una riduzione delle risorse e conseguentemente ha aumentato le problematiche del cittadino che usufruisce del servizio – ha ricordato – potersi muovere liberamente è un diritto ma spesso non è possibile, i problemi sono molteplici e tutti imputabili ai tagli sostanziosi promossi dal governo nazionale. Il trasporto pubblico locale ha bisogno d’interventi strutturali, che riqualifichino il servizio. E’ frustrante sapere che per lavoro, un cittadino oggi, se deve attraversare la città e arrivare a Calenzano con l’autobus ci impiega lo stesso tempo occorrenti per percorrere i duecentosessanta kilometri che separano Firenze dalla Capitale. La Fit – Cgil ha elaborato delle risposte efficienti per ridiscutere la mobilità nella quale rientrano l’ampliamento delle piste ciclabili, delle corsie preferenziali e la tranvia. Alla luce di ciò che il Sindaco Renzi ha imposto il ventidue dicembre scorso, la nostra speranza è che sia formulato un bando regionale per l’acquisto di Ataf“.

L’assessore alla mobilità del Comune di Firenze Massimo Mattei è intervenuto per difendere l’operato del comune e per assicurare la difesa del posto di lavoro dei dipendenti Ataf: “ Il trasporto pubblico locale è importante per il tessuto urbano, mentre l’ampliamento delle piste ciclabili, che è stato fatto, resta pur sempre un trasporto di nicchia. Io credo che la Tranvia sia strategica da questo punto di vista. La linea 1 ha fornito dei dati entusiasmanti, per ribadire il concetto di come la strategia della rete su ferro possa ampliare la qualità del trasporto pubblico locale. Sappiamo bene che per le altre due linee, due e tre, ancora non si vedono i cantieri ma posso assicurarvi che il piano è concreto, il problema è la crisi in cu il paese versa e le banche per questo non permettono l’accesso al credito per far partire i lavori. Dobbiamo essere sinceri nel dire che il trasporto pubblico è sempre un qualcosa che va a pareggio o in rimessa quasi mai riesce ad avere un segno più nel bilancio. Quello che mi auspico è che l’azienda rientri in una proprietà unica regionale che tuteli e salvaguardi i lavoratori, sperando che non accada una situazione analoga a quella di Genova”.

Al dibattito ha preso la parola il Coordinatore Rsu, Alessandro Nannini: “Lo scontro politico che si è verificato sulla questione dell’Ataf, mette nel mezzo noi lavoratori. Il 15 giugno, ventisei milioni di cittadini attraverso il referendum hanno ribadito che il trasporto pubblico insieme al servizio dell’erogazione dell’acqua non può essere privatizzato. Noi non diciamo no a una collaborazione e colloquio con le ditte private, ma ci opponiamo alla svendita del servizio pubblico, anche perché la vendita di Ataf non fa cassa, avendo i bilanci in pareggio o perdita. I mali dell’Ataf sono da ricercare nelle varie amministrazioni pubbliche locali che si sono succedute in questi anni e che ci hanno mangiato sopra. Noi siamo favorevoli alla gara regionale ma vogliamo che sia posta l’attenzione sul fatto che la sola istituzione del bando non risolve i problemi. Sono necessari interventi sulle strutture e sui progetti e di una politica a favore del trasporto pubblico. Sappiamo bene che se un privato acquista Ataf non la compra per pareggiare o andare in perdita di bilancio ma per ottenere dei ricavi. In questa condizione il rischio ricade su un taglio dei lavoratori”.

Il dibattito è entrato nella sua fase conclusiva con l’intervento del Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci: “ E’ necessario entrare in una dimensione metropolitana, come mentalità di Firenze – Prato – Pistoia come una sola metropoli, senza questo tipo d’idea in mente rischiamo di non sfruttare l’intermodalità, cioè sistemi interconnessi tra loro, che si estendono sul territorio e garantiscono il trasporto pubblico”.

In conclusione ha preso la parola, l’assessore ai Trasporti della Regione Toscana, Luca Ceccobao: “ La gara regionale è una soluzione e noi abbiamo investito su di essa con un’idea diversa alla base esistono i dogmi del dare un servizio e del trasporto per i cittadini. La gara regionale sarà a livello europeo, il bando si farà e contemporaneamente ci deve essere un equilibrio di costi occupazionali e servizi per questo sono necessari interventi delle amministrazioni pubbliche. La rete del trasporto pubblico investirà tutte le città, e in quelle maggiori sarà garantito il servizio al 110%. La gara di livello europeo non deve essere vista come un pericolo ma come una sfida per le nostre aziende. La regione garantirà il ruolo di arbitro dettando le regole. Entro marzo ci sarà la conferenza stampa sul capitolato e al termine sarà presentato il bando”. 

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