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Il futuro di Prato: idee e visioni per il dopo lockdown Cronaca

Prato – Un incontro in rete quello andato in onda ieri sera sulla piattaforma Zoom per parlare di Prato e delle sue nuove progettualità dopo il lockdown, organizzato dal Soroptimist International club di Prato grazie alla sua presidente Elena Augustin. Collegate ben 24 socie e la vicepresidente del Soroptimist International Enrica Ficai Veltroni.

Ospite della serata Irene Sanesi, dottore commercialista e revisore legale, esperta in economia, gestione e fiscalità della cultura; presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana e della commissione Economia della cultura dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti, nonché presidente dell’Opera di Santa Croce di Firenze. Il tema trattato è stato il nuovo progetto “immagini di Prato”, ideato da Sanesi e realizzato attraverso una piattaforma multimediale accolta e lanciata da Toscana Tv e da Tv Prato al cui direttore Gianni Rossi si deve il titolo.

L’idea di partire da #immaginaPrato, futuro

un nuovo laboratorio di idee sul futuro di Prato, che si interroga su come costruire la città del domani nel cambiamento epocale prodotto dalla pandemia, “vuol dire, secondo Sanesi, riprogettare questa città che è la meno toscana delle città toscane. Il mio punto di vista  è soprattutto femminile e si può riassumere nella parola generatività che racchiude non solo il valore della maternità ma anche altre realtà complesse. Ovvero risignificarla”.

Su questo enuncia le 5 R che sono a suo dire le iniziali delle parole chiave che riguardano gli individui in generale e che poi si riflettono nell’intera comunità. Dalla “reputazione”alla “responsabilità” passando per la “restituzione” e “relazione” per finire al “racconto” ovvero la story telling della nostra vita che poi si rispecchia nella città in cui viviamo. Mentre sulla comunicazione che in questi mesi è stata fondamentale grazie anche alla rete, spiega, “essa pur fondamentale non può tuttavia sostituire le relazioni interpersonali che sono importantissime per l’uomo perché esso vive di socialità, ma che è solo un’opportunità da cui possiamo ripartire.”

Parlando di come la città ha vissuto questa crisi, ha detto che “Prato è una realtà  che per le sue caratteristiche può rialzarsi prima di altre attraverso l’economia della cura che passa attraverso il ruolo delle imprese, dei professionisti e dell’associazionismo purché abbia saldi la gratitudine e la filantropia e metta al primo posto il benefit. Quello che è accaduto oggi non è paragonabile alla crisi del 2008 causata dal crollo della banca statunitense Lehman Brothers, e se ne vedranno  a breve le sofferenze non solo economiche ma anche sociali.”

Ha concluso Irene Sanesi: “Vorrei ricordare tra le emergenze anche quella culturale perché le scuole non sono ripartite. Tra i nostri  ragazzi ci sono quelli della generazione alfa che imparano ad usare lo smartphone prima ancora della penna. Sospendere  ancora e chissà per quanto tempo la quotidianità  scolastica vuol dire isolare i giovani e innescare un’allarme educativo per il futuro .”

Sugli ampi spazi del Museo Pecci di Prato che il Sindaco Matteo Biffoni avrebbe proposto  per la ripartenza della didattica, è d’accordo “perché conosco la struttura ed essa potrebbe svolgere il ruolo di Cocoon per i nostri ragazzi. Avvolgerli e preservarli tra le sue mure per offrire loro dinamiche nuove; penso che  in questa emergenza possa essere una soluzione di un senso e valore profondo.”

In foto  Elena Augustin

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