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Il genio di Eric Berne: “Se tu stai bene, io posso stare bene” Opinion leader

Prato – Eric Berne è uno psicanalista psicoterapeuta canadese vissuto durante il 1900, fondatore della Analisi Transazionale, un metodo di analisi e psicoterapia attuale, diversificatosi dalla psicoanalisi, attento alla relazione e al gruppo. Una delle più famose affermazioni sintetiche dell’Analisi Transazionale è : “Io sono ok, tu sei ok”.  Occorre cioè giungere alla profonda consapevolezza che l’io che pensa è ok ma anche l’altro da sé, il tu, è ok. Questa è la condizione per l’equilibrio e la salute.

Pensando a quello che è stato il pensiero fino a Berne non mi viene in mente nessuno, nella società della coscienza monoteista, cioè nelle società occidentali formatesi su una coscienza legata alle religioni monoteiste, che abbia come lui e prima di lui, messo l’accento sulla necessità di pensare ok sia l’io che il tu, di passare cioè dall’o alla e. Dove domina la o siamo nel dualismo dell’io o te, mio o tuo, c’è una scissione che impedisce la compresenza di due soggetti, uno esclude l’altro. Se io sono bella tu sei brutta, se io sono buona tu sei cattiva, questo il comune pensare occidentale appunto. Se io ho ragione tu hai torto. Quindi evolvendo il concetto o sei con me o sei contro di me, un terzo non è’ dato, e portando questo concetto alle estreme conseguenze si sfocia nell’integralismo di cui oggi vediamo continue terribili manifestazioni.

Berne invece sostituisce alla o la e, per cui se tu sei ok e stai bene io posso stare bene, un nuovo concetto che anziché escludere include l’altro, che permette a più persone di vivere in contemporanea differenti situazioni senza doverne negare una per affermare l’altra. Questa concezione permette la condivisione nella diversità, la compresenza e coesistenza di differenti soggetti, tutti legittimi e permette di usufruire della diversità di ognuno, diversità che va a costituire un arricchimento e non un problema. Affonda le radici nella coscienza politeista e esclude l’integralismo, favorendo il sincretismo e la convivenza.

Per la formazione culturale occidentale di stampo monoteista è quindi una rivoluzione a centottanta gradi, una rivoluzione che può portare solo cose positive alla società, perché può attenuare i conflitti e dare campo alla creatività nella reciproca tolleranza, permettendo ad ognuno di esprimersi per come realmente è’ ed apprezzando come realmente sono gli altri, la cui esistenza non costituisce più un pericolo per l’io.

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