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Il Giardino Rifiorito, all’Opificio delle Pietre Dure le cere botaniche restaurate Breaking news, Cultura

Firenze – Modelli di piante, per lo più esotiche e  perfettamente uguali agli originali, realizzate in cera tra la seconda metà del XVIII secolo e la fine del XIX  nell’officina di ceroplastica dell’Imperiale e Regio Museo di Fisica e Storia Naturale. A realizzarle i ceroplasti, gli artisti  Susini, Calenzuoli, Calamai e Tortori, gli stessi creatori che misero in piedi la strabiliante collezione di cere anatomiche della sezione Zoologia e che in analogia, copiando soggetti dal vero e con la collaborazione di altri scienziati, dettero vita a una collezione di cere botaniche composta da circa 200 specie di piante a grandezza naturale  in vaso, vasi che portano la firma della manifattura Ginori di Doccia e che recano  la scritta della specie su un cartiglio, oltre a modelli di frutti e a 37 tavole che illustrano l’anatomia, la patologia e la fisiologia vegetali.

Da molti anni l’Opificio delle Pietre Dure ospita le cere  botaniche sottoposte a restauro, da parte di restauratrici specializzate e proprio in questi giorni è stata inaugurata una mostra che offre al pubblico la visione degli ultimi modelli restaurati con i contributi di privati ed enti, “Il Giardino Rifiorito. Il restauro delle cere botaniche del Museo di Storia Naturale di Firenze”.  Gli splendidi esemplari della collezione lorenese, unica al mondo e di grande valore artistico, storico e scientifico,  tornano alla loro originaria bellezza e questo grazie anche all’iniziativa lanciata “Un tesoro dal salvare”, una formula che consente di contribuire al restauro di un esemplare che necessita di cure. La Collezione Lorenese delle piante in cera ha bisogno infatti di un intervento di restauro che ripari le rotture e i danni che più di duecento anni di vita le hanno inevitabilmente arrecato, oltre a riportare all’antico splendore i colori dei fiori, la tessitura delle foglie, il loro fascino “esotico” e in questo modo  recuperare una collezione unica al mondo.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 15 marzo con orario 8,15-14.00 presso la sede dell’Opificio delle Pietre Dure in Via degli Alfani, 78.

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