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Il giardino verticale sfida il cemento Cultura

Un muro, oggi coperto da cartelloni pubblicitari, diventerà un giardino verticale di piante e fiori.
Sono iniziati a Firenze i lavori per trasformare la grande parete dell'ex carcere delle Murate: sul muro di circa settanta metri posto in pieno centro, tra via dell'Agnolo e via Ghibellina, da pochi giorni si sta montando il ponteggio che permetterà di realizzare una sorta di enorme ''quadro” vegetale, composto da un sistema di pannelli modulari che sosterranno geometrie e composizioni, segnando il passaggio delle stagioni.
Il giardino verticale sarà formato da varie essenze, che riceveranno acqua grazie ad un micro impianto di irrigazione automatica, scelte soprattutto per la loro resistenza e l’alternanza di colori: dall'artemisia alla bergenia, dall'edera alla lavanda, dal ginepro al rosmarino, dall'abelia al garofano.
Il sistema di montaggio delle strutture, poco invasivo rispetto all'apparato murario, è stato concepito in modo da poter essere integralmente rimosso qualora si decidesse di recuperare l'attuale aspetto della parete.
Una sorta di ''prato verde”, insomma, alto oltre sei metri che accoglierà zone di prato, piante e fiori, secondo un progetto studiato dai tecnici della Direzione Ambiente e che si concluderà entro l’estate, ideato prendendo spunto da analoghe esperienze italiane e straniere.

trussardi-cafe-milano_thumb.jpgPioniere dei giardini verticali è stato Patrick Blanc, un botanico e studioso parigino che con i suoi progetti ha rivestito facciate ed aree, sia pubbliche che private, della capitale francese: suoi il muro a la Villette, i 15.000 metri quadrati in Rue d’Alsace e il museo di Quai Branly. Blank ha lavorato anche a Londra, Madrid, Bangkok, New Delhi e Milano per il celebre Caffè Trussardi alla Scala in cui, tra cibo e design, è stato trovato lo spazio per creare un dehor tutto vegetale (altro esempio concreto per Firenze, viste le polemiche in corso proprio sui dehors).
In Italia l’esempio più eclatante rimane comunque il muro verde Enel, a Porta Ticinese a Milano, che, creato per lanciare una nuova automobile ecologica, fornisce un esempio di pubblicità intelligente e di grande impatto estetico. Sulla parete è stato realizzato un giardino di diciotto metri di altezza e sessanta centimetri di profondità che ospita ben centottanta piante, scelte tra quelle che hanno i muri come habitat naturale. Ma non solo, perché il “giardino” è alimentato da pannelli solari che alimentano il sistema di irrigazione e forniscono l’illuminazione notturna.
Se il valore estetico ed innovativo dei giardini verticali è di per sé importante, non vanno infatti dimenticate le loro caratteristiche di ecoprogetti totali: isolano termicamente gli edifici, creano barriere ai rumori e fungono da purificatori dell’aria perché in grado di assorbire grandi quantitativi di anidride carbonica.
Tanti buoni motivi per diffonderne la pratica, oggetto da anni di pubblicazioni e discussioni anche sul web in cui le community garden spiegano agli appassionati del fai da te come costruire una parete verticale con grondaie di rame, magari su terrazzi di piccole dimensioni o, addirittura, come coltivare alla finestra frutta e verdura mediante l’hydroponic garden i cui estimatori sono riuniti nella community dei “coltivatori da finestra”.
Numerosi i vivai che li realizzano, alcuni anche in Toscana, perché i living walls si possono posizionare in ambienti esterni ed interni, domestici e commerciali, in tante forme e tonalità di colore.
Un connubio di estetica e funzionalità che sfida tanti esempi poco felici di arredo urbano: con il variare delle stagioni anche i fiorentini potranno godersi lo spettacolo del cambiamento di colori, odori e sfumature di questo pur piccolo spazio, che porterà una ventata di vita verde nel centro cittadino.  

Giovanna Focardi Nicita 

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Per le immagini Copyright Patrick Blanc www.VerticalGardenPatrickBlanc.com

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