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Il giudice dispone la reintegra di due dipendenti, Vodafone glissa Cronaca

Da 4 anni, due lavoratori della Vodafone a Pisa stanno aspettando. Cosa? La reintegra sul posto di lavoro uno; l'indennizzo previsto per legge rinunciando alla reintegra del posto l'altro. E, nel frattempo, l'azienda fa orecchie da mercante. Obbligando i due uomini a percorrere la strda lunga e tortuosa dei pignoramenti e dei decreti ingiuntivi: finora sono stati pignorati sedie, tavoli e computer del call center Vodafone di Pisa per un valore di oltre 13mila euro.

La vicenda, secondo quanto emerge dal comunicato diffuso dalla Cub, il sindacato che difende i diritti dei due lavoratori, comincia nel 2004, dopo che i due lavoratori, assunti con contratti a tempo determinato, erano stati mandati a casa. I due uomini si rivolsero alla Cub e, con l'appoggio del legale del sindacato, Andrea Conte, intrapresero il contenzioso con l'azienda. Il 4 aprile 2008 il giudice del lavoro del Tribunale di Pisa  dichiarava l’esistenza tra le parti di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con il conseguente diritto al reintegro nel posto di lavoro e l’obbligo per la società di corrispondere gli arretrati.
E qui, finito un calvario, ne cominciava un altro: nonostante la dichiarata disponbilità dei due lavoratori a riprendere la posizione lavorativa, pur chiedendo che l'azienda  rispettasse la sentenza in tutte le sue parti, l'azienda stessa opponeva solo silenzio. Nessuna risposta.

Il 2 marzo 2012 la corte d’appello del tribunale di Firenze ha confermato la sentenza emessa in primo grado ribadendo l’esistenza tra le parti di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato ed il conseguente diritto alla riammissione al lavoro, ma anche in questo caso da parte della Vodafone nessun segnale per far rispettare la sentenza del tribunale del lavoro.
Dopo 4 anni ecco  la situazione: uno dei due lavoratori chiede da tempo l’indennizzo in alternativa alla reintegra mentre il secondo chiede il reintegro sul posto di lavoro. 

"Tuttavia la Vodafone sia nell’uno che nell’altro caso non è disposta a rispettare la sentenza – si legge sulla nota Cub –  obbligando i due lavoratori suddetti ad intraprendere la tortuosa strada dei decreti ingiuntivi e pignoramenti, con il chiaro intento di prender tempo, fino a sfiancare i lavoratori nelle loro richieste. Sono stati pignorati finora sedie, tavoli e computer del call center Vodafone di Pisa per un valore di oltre 13.000 euro".
"Ci chiediamo come sia possibile – conclude la nota del sindacato – che una società senza alcun problema economico finanziario ma che, anzi, continua a fare abbondante ricorso a lavoratori precari possa disprezzare in questo modo il diritto al lavoro stabilito dalla magistratura in due gradi di giudizio e scritto nella nostra Costituzione". Di fatto, commenta Cub, "La Vodafone “applica” già la non reintegra sul posto di lavoro, ancor prima della riforma".

 

 

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