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Il governatore Rossi: “Patrimonio pubblico, vendere per salvare” Politica

Firenze – Vendere il patrimonio pubblico, operazione che va sempre contro agli interessi dei cittadini? La questione si pone immediatamente dopo l’annuncio, da parte del governatore Rossi e dell’assessore alla Presidenza e al Patrimonio Vittorio Bugli, che una lista di 34 immobili “pubblici” (26 dell’Asl e gli altri della Regione) verranno messi in una lista a disposizione dei soggetti che agiscono sul mercato che potranno esternare manifestazioni di interesse”: non solo all’acquisto, ma anche alla locazione o a un’eventuale cessione.
Sul punto, come ha spiegato in conferenza stampa, il Governatore ha le idee chiare: vendere non significa affatto non avere a cuore il patrimonio pubblico.  “Anzi è il contrario – puntualizza Rossi – vuol dire attuare un principio di buona gestione ed evitare situazioni di degrado o abbandono che non hanno senso e sicuramente risultano incomprensibili ai cittadini”. 
Sul paradosso “apparente” del vendere per salvare, dice Bugli: “Vogliamo salvaguardare i luoghi di pregio e lo vogliamo fare anche vendendone o alienandone alcuni. Può sembrare un paradosso ma non lo è. Vendere immobili inutilizzati e che non possono essere più salvaguardati a sufficienza con le risorse a disposizione è un modo per salvarli e valorizzarli”.
Raggiungiamo a telefono proprio i soggetti che hanno più a cuore “gli immobili” specialmente se pubblici, visto che si dibattono nella penuria di strutture nello specifico abitative, vale a dire i sindacati della casa.
Laura Grandi, segretaria provinciale del Sunia, vista la natura d e lo stato di molti complessi immobiliari che vengono messi in lista (e che già si trovano nella lista precedente delle alienazioni) commenta: “Non c’è dubbio che molte strutture non sono sostenibili, dal momento che non esistono i soldi per rimetterle a reddito, o per trasformarle. Semmai, il vero problema è chiedersi se queste strutture verranno completamente lasciate in mano a privati e gruppi stranieri che le trasformeranno in esclusivi Resort o siti di matrimoni di sultani, oppure se almeno in parte torneranno a essere fruibili dai cittadini”.
Più politica la posizione di Asia, il sindacato della casa dell’Usb, che spiega: “Il fatto che la Regione metta sul mercato parte del proprio patrimonio è a nostro avviso un segnale preoccupante, e parlando in termini di economia familiare si penserebbe che ormai le “economie” sono già state fatte tutte, e si è arrivati a “dover vendere la casa”. Triste segnale che non fa prevedere barlumi di ripresa, come ci si ostina a dire su tutti i media. Un appello si potrebbe fare alla Regione: mettere in vendita solo immobili con vincoli e destinare il ricavato per ristrutturare il restante patrimonio da “girare” in tempi rapidi all’housing sociale.
 Un intervento del genere non solo risolverebbe un po’ di problemi dell’abitare – conclude Asia –  che si fa sempre più drammatico in Toscana, vedi Livorno, ma darebbe anche vera occupazione”.
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