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Il lavoro cresce, ma il saldo occupazionale resta negativo Economia

Firenze – Nel 2015 si cominciano a delineare anche in Toscana gli effetti positivi della ripresa congiunturale che, per quanto di debole intensità, sta portando – unita alle recenti riforme del mercato del lavoro – ad una accelerazione delle assunzioni: sono infatti 60.190 le “entrate” programmate dalle imprese della regione per l’anno corrente, in aumento del 20% rispetto alle circa 50.070 del 2014. Questo incremento è dovuto ad un parallelo aumento della quota di imprenditori che hanno dichiarato di effettuare almeno una assunzione di personale dipendente nell’anno in corso, passata al 17,6% dopo un triennio (2012-2014) in cui tale percentuale non aveva superato i 14 punti percentuali.

Sono questi alcuni dei principali risultati per l’anno 2015 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e finalizzato a rilevare i principali fabbisogni occupazionali e professionali espressi dalle imprese.

L’incremento dei flussi in entrata, seppur superiore al contemporaneo aumento delle uscite (66.250 nel 2015, +8% rispetto alle circa 61.600 dello scorso anno), commenta ancora la rilevazione statistica –  “non è tuttavia sufficiente ad invertire la complessiva dinamica del mercato del lavoro regionale, che resta negativa: il saldo fra ingressi ed uscite è infatti ancora in rosso per 6.060 unità, mostrando comunque un deciso miglioramento rispetto al saldo di -11.530 dello scorso anno”.

È tuttavia importante rilevare – prosegue l’analisi – “come l’aumento dei contratti in ingresso (sono 10.120 le unità aggiuntive richieste) sia prevalentemente imputabile (in due casi su tre) alla dinamica espansiva della componente a tempo indeterminato delle nuove assunzioni (13.905 unità in entrata nel 2015, un incremento di 6.455 unità rispetto al 2014), che passa da un’incidenza del 15% nel 2014 al 23% nel 2015, a fronte di una riduzione dei contratti di apprendistato (dal 5% al 3%, 2.075 unità in ingresso nel complesso) e di lavoratori dipendenti a termine (dal 60% al 53% per tempi determinati e altre forme) e di una quota costante (20%) di contratti atipici (interinali, collaboratori ed altre tipologie indipendenti)”.

“I segnali provenienti dal mercato del lavoro – commenta Andrea Sereni, Presidente di Unioncamere Toscana – confermano come le imprese stiano recependo gli stimoli provenienti dalle modifiche legislative introdotte ad inizio anno, che si sono tradotti in un deciso incremento dei contratti a tempo indeterminato (a tutele crescenti). Al tempo stesso, la fase di ripresa che sta caratterizzando il 2015 non è ancora abbastanza robusta ed in grado di invertire una tendenza che resta, per quanto riguarda i complessivi livelli occupazionali, di segno negativo. Qualsiasi riforma sul mercato del lavoro, per dispiegare in pieno i propri effetti, ha infatti bisogno di un contesto economico in grado di sostenere l’attività delle imprese e la relativa domanda di lavoro: prova ne sia il fatto che quasi il 30% delle imprese che esportano hanno previsto assunzioni di personale dipendente nell’anno in corso, quasi il doppio rispetto al 16% registrato fra le imprese non esportatrici. Come da tempo andiamo ripetendo, per migliorare definitivamente il quadro occupazionale restano pertanto indispensabili misure in grado di rilanciare anche la domanda interna, sia per consumi che per investimenti”.

 

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