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Il lavoro diminuisce, gli infortuni no Cronaca

Si è tenuto ieri un incontro della Cgil regionale per la presentazione di una settimana di iniziative territoriali per la sicurezza. “Intendiamo accendere un faro”, uscire dalle nostre stanze per incontrare le istituzioni, le persone soprattutto i giovani e gli studenti, – ha detto il segretario della Cgil Toscana Manuele Marigolli – per rendere chiaro che l’evento infortunistico sul lavoro non deve essere solo motivo di temporanea partecipazione di dolore, né la mancanza di sicurezza un ulteriore prezzo pagato alla crisi. Così come non è più pensabile una cultura che la vede come un optional legato solo alle fasi di sviluppo economico.
E’ profondamente sbagliata e ricattatoria l’alternativa tra lavoro e sicurezza – ha continuato Marigolli – e i mancati investimenti in questo ambito non diminuiscono il costo del lavoro stesso. Anzi – ha spiegato il coordinatore dipartimento Salute e sicurezza sul lavoro Cgil Toscana Roberto Bardi – è ormai chiaro e dimostrato da diverse aziende toscane, che è vero proprio il contrario. Ad un posto di lavoro più sicuro corrisponde maggiore attenzione, qualità della prestazione dei lavoratori e migliore qualità del prodotto: elementi ormai essenziali in un’economia competitiva mondiale.

P1030624.JPGLa sicurezza del posto di lavoro è dunque da considerarsi un elemento essenziale dello sviluppo. In quest’ottica la Cgil toscana intende promuovere proprio la cultura positiva della sicurezza, programmando dal 23 settembre al 2 ottobre una serie di varie iniziative: non solo incontri e dibattiti ma anche spettacoli teatrali di lavoratori disabili da svolgersi nelle scuole e presentazione di libri. Saranno interessate le città capoluogo della Regione, in particolare Carrara – dove parteciperà anche l’Istituto professionale Tacca per la lavorazione del marmo – Pisa, Empoli e Prato in cui, in collaborazione con la Provincia, sono già stati coinvolti oltre seicento studenti.
Significativo l’impegno a Pistoia dove l’iniziativa si incentrerà sul rischio amianto, con l’allestimento di una mostra, un seminario su “Amianto nuove strategie. La salute tra ambiente e lavoro” e la presentazione del libro “Amianto. una storia operaia”, per un programma che manifesta un’attenzione particolare a quelle aree territoriali in cui si svolgono le lavorazioni più pericolose.
La presentazione della settimana di iniziative è stata anche l’occasione per una prima lettura ed elaborazione dei dati sugli infortuni e le malattie professionali in Toscana. In attesa che disposizioni del Ministro Saccomanni dispongano definitivamente le procedure open data da parte dell’Inail, la Cgil toscana ha confrontato le ore lavorate nel 2012 e nei primi sei mesi del 2013 con quelle “lavorabili” sempre dello stesso periodo, cercando di “pulire” i dati dalla presenza di cassa integrazione e altri ammortizzatori rispetto al problema sicurezza. Dall’analisi è emerso che se sono diminuite le ore “lavorabili”, cioè il lavoro attivo, non lo sono gli incidenti. A fronte di differenze, anche significative, tra le varie provincie toscane, si nota che alla diminuzione 2012/2013 dell’incidenza percentuale  degli infortuni e delle malattie professionali – pari al -6,85% – corrisponde ad oggi un’incidenza della diminuzione delle ore di lavoro del -7,59%, che determina un +0,74% di incremento degli infortuni in Regione.
E il dato toscano non sembra essere migliore di quello nazionale. Il percorso di acquisizione di dati e la loro elaborazione continuerà anche per il restante periodo dell’anno, mentre in Cgil si spera che in futuro sia possibile avere un monitoraggio puntuale di questa realtà, anche con l’impegno della Regione.
In ogni caso, "non dobbiamo pensare – ha detto Marigolli – che l'infortunio
sia una sorta di rischio connesso che i lavoratori sono costretti a correre". Ora è tempo di mobilitazione. 

crediti fotografici: cgilumbria
Giovanna Focardi Nicita

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