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Il lavoro tra fisicità e tecnologia nella Trilogia di Yuri Ancarani Cinema

Dopo i cinque giorni dedicati alle arti contemporanee con Lo Schermo dell'Arte Film Festival, che si è concluso lo scorso 17 novembre, lo sguardo della “50 Giorni” si volge di nuovo verso i linguaggi dell'arte. Questa sera, venerdì 29 novembre alle ore 21.30 e con ingresso libero, grazie alla collaborazione con il Museo Marino Marini, è di scena la “Trilogia sul lavoro”, del video-artista Yuri Ancarani, composta dai tre corti: Il Capo; Piattaforma Luna e Da vinci. Dalle cave di marmo di Carrara, alla piattaforma per l'estrazione di gas nel Mar Ionio, alla più alta tecnologia robotica medica di una sala operatoria, il lavoro di Ancarani è una mitopoiesi dell'atto quotidiano produttivo dell'uomo, costruita grazie al potere delle immagini. E proprio l'autore Yuri Ancarani, sarà ospite della serata per presentare le sue opere insieme al direttore del Museo Marini, Alberto Salvadori.

La trilogia, come richiamato nel titolo, del filmmaker ravennate Ancarani, è infatti incentrata sul tema del lavoro, in particolare sulla relazione tra l’uomo e la macchina. Ogni singolo episodio è dedicato a una professione, mostrata come atto di bellezza e coraggio, dove gli uomini sembrano muoversi con una precisa coreografia all’interno del loro ambiente, che sia naturale, tecnologico o meccanico.

Il primo capitolo, Il capo (2010,15’), presentato alla 67° edizione del Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, è un sorprendente corto ambientato nelle cave di marmo sul Monte Bettogli in provincia di Carrara, dove il capo-cava comanda e orchestra con teatrale e armonica gestualità le macchine scavatrici del marmo.

Il secondo, Piattaforma Luna (2011, 25’), prodotto da Maurizio Cattelan e presentato alla 68° edizione del Festival di Venezia, ci porta, attraverso l’osservazione quotidiana di alcuni palombari, in claustrofobiche camere iperbariche di una piattaforma per l’estrazione del gas nel Mar Ionio.

Infine a chiudere la Trilogia: Da Vinci (2012, 25’), co-prodotto da Fondazione Sistema Toscana, presentato nel 2012 al Festival Internazionale del Film di Roma è stato recentemente proposto all’interno del Palazzo Enciclopedico alla 55esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia. Da Vinci, è un film sulla chirurgia robotica, completamente ambientato all’interno di una sala operatoria. Un viaggio immaginifico all’interno di un microcosmo dove la speranza e l’aspettativa sentite dall’esterno si confondono con la lucida e razionale oggettività della macchina e dei chirurghi che operano attraverso di essa.

Una serata quella di stasera dedicata al fragile equilibrio tra l'evoluzione tecnologica che aiuta e coadiuva il lavoro dell'uomo e il lavoro fisico, pesante e pericoloso a cui molti lavoratori sono obbligati.

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