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Il Maestro Franco Zeffirelli è morto Breaking news, Cultura

Firenze – Perdita pesantissima, quella con cui Firenze questa mattina deve fare i conti: il Maestro Franco Zeffirelli è morto.  Non solo Firenze, ma tutto il mondo della cultura, in primis ovviamente quello del cinema, di cui Zeffirelli è stato uno dei più grandi rappresentanti.

Zeffirelli, nato il 12 febbraio 1923 a Firenze, è morto nella sua casa a Roma, a 96 anni. Attivo fino all’ultimo, il suo testamento diventa quell’ultimo sogno inseguito per oltre dieci anni, ovvero la regia di una nuova Traviata che darà il la al Festival lirico all’Arena di Verona la prossima settimana, il 21 giugno. Amato ovunque, forse più all’estero che in Italia, Franco Zeffirelli è stato l’abbagliante protagonista di sessant’anni di cinema italiano, lui che aveva debuttato come attore, poi costumista e scenografo sotto la guida di Luchino Visconti fino all’attività che gli ha consentito di diventare uno dei più grandi e conosciuti cineasti del cinema internazionale.

Due volte candidato all’Oscar, vincitore di 5 David di Donatello, è l’unico regista italiano che può fregiarsi del titolo di Sir, conferitogli dalla regiona Elisabetta. Il Maestro verrà sepolto nel Cimitero delle Porte Sante, a Firenze.

Il feretro sarà esposto lunedì 17 giugno nella camera ardente che sarà allestita nel Campidoglio di Roma.  Il Maestro riposerà nella cappella di famiglia del cimitero fiorentino delle Porte Sante, a San Miniato al Monte.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella lancia alla città un messaggio immediato con un post su Facebook: “Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno. Franco Zeffirelli se ne è andato questa mattina. Uno dei più grandi e geniali uomini della cultura mondiale. Ci uniamo al dolore dei suoi cari. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai”.

“Con la morte di Zeffirelli se ne va un altro grande del Novecento, un classico, un esponente di primo piano del patrimonio culturale ed artistico del nostro Paese. Ha segnato un’epoca del cinema e del teatro italiano partendo con Rosi e Visconti e realizzando veri capolavori per il pubblico della Scala o del Metropolitan come per quello del grande schermo, ridando vita a grandi testi classici come quelli di Shakespeare, Puccini o Verga. A Firenze, sua città natale e alla quale resterà per sempre legato, aveva dedicato un commovente documentario dopo l’alluvione del 1966 e aveva deciso, pur tra mille difficoltà, di regalare il Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo, una parte di eredità del suo lavoro. A nome di tutta la giunta regionale esprimo le condoglianze per la sua scomparsa”. Così il presidente della Re gione Enrico Rossi, non appena appresa la notizia della morte del regista fiorentino.

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