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Il mal di schiena si cura in giardino Innovazione

Mal di schiena? Dolori articolari o sciatalgie? Fra qualche tempo basterà sedersi su comode panchine godendosi la frescura di tigli e lecci, piantati in precise posizioni e in particolari microclimi, per provare sollievo. Si chiama “giardino bioenergetico” e la prima esperienza pilota in Toscana nascerà val di Cornia.  A Venturina (Campiglia Marittima, Li) in particolare dove, senza garantire miracoli, in questo luogo di benessere psicofisico gente di ogni età potrà “curare” i propri acciacchi semplicemente sedendosi ogni giorno in amabile conversazione fra le fresche frasche. Il progetto esecutivo è firmato “Spiga”, è finalizzato alla riqualificazione di alcuni spazi pubblici in forte degrado, ed è attualmente sul tavolo dell’amministrazione comunale.
Spiga (Sviluppo paesaggio innovazione genera ambiente) è una giovane start up dell’incubatore universitario fiorentino che ha mosso i primi passi il 2 novembre di quest’anno. Lavora a contatto con chi ha mantenuto intatto un know how molto antico: quello delle grandi capacità terapeutiche delle piante. Un sapere che nel tempo ha avuto anche ampi riscontri sperimentali. Il giardino bioenergetico trova il suo fondamento teorico nella conoscenza degli effetti delle radiazioni magnetiche e energetiche che alcuni tipi di piante riverberano nell’ambiente. Tigli e lecci, appunto, ma anche molte altre tipologie arboree. Un’idea simile in Italia è stata attuata a Biella, nell’oasi di Ermenegildo Zegna.
La start up ha il proprio fulcro creativo nel Laboratorio di ricerca in architettura e ecologia del paesaggio, e ha già messo in moto un network di 46 ricercatori, fra interni e esterni. Quasi tutte donne (80%), con specializzazioni in architettura, agricoltura, economia. Il coordinatore è Enrico Falqui, docente del dipartimento di urbanistica della facoltà di Architettura. “In materia di paesaggio paradossalmente in Italia siamo all’anno zero – dice Falqui -, anche se se ne parla da più di cento anni”. Nel nostro paese siamo ancora legati all’idea ottocentesca che il paesaggio (quando non lo si devasta) sia solo un bene estetico e culturale. “La convenzione europea del 2006, invece, ne attualizza i contenuti, sottolineandone anche il valore sociale ed economico”. Capace di creare dunque anche posti di lavoro.
Su questa idea forza Spiga ha altre filiere produttive che vanno dagli orti urbani e la riqualificazione paesaggistica, agli orti botanici, agli “ecomusei”. Cosa sono gli ecomusei? Invece di infilare l’opera nel museo, si inverte la rotta. I visitatori dovranno scuotere la loro pigrizia e inseguire le opere nei loro contesti, seguendo un percorso preciso. Molto salutare anche questo!

immagine: http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=2080
 

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