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Il manifatturiero rialza la testa, ma la ripresa è lontana Economia

Produzione manifatturiera e dinamiche occupazionali tornate positive non sono ancora sufficienti a garantire un rientro indolore dalle tante crisi aziendali aperte. Il progressivo esaurirsi degli ammortizzatori sociali in assenza di una vera ripresa economica rappresenta la maggiore incognita per i mesi a venire
I dati relativi al secondo trimestre dell’anno su produzione manifatturiera, occupazione e ricorso agli ammortizzatori sociali, che apparentemente forniscono segnali positivi, suonano a ben vedere un campanello d’allarme. E’ soprattutto il fronte della cassa integrazione a destare maggiori preoccupazioni, con un ulteriore aumento della cig straordinaria che, qualora non si innescasse una vera inversione di tendenza, significherebbe al suo esaurirsi la perdita definitiva dei posti di lavoro. Innanzitutto il manifatturiero: pare che abbia rialzato la testa in questo secondo scorcio di 2011, tuttavia è ancora presto per parlare di vera ripresa, poiché ancora troppo debole, incerta e soprattutto non in grado di dare la svolta che servirebbe al mercato del lavoro. Nel II trimestre del 2011, la crescita della produzione manifatturiera regionale sembra infatti stabilizzarsi (+3,6% rispetto allo stesso periodo del 2010), confermando l’andamento positivo riscontrato nei primi tre mesi dell’anno. Ma le imprese toscane sono ancora in pesante sofferenza, come dimostra il recupero del fatturato, già in rallentamento con un +3,8% su base annua, dopo il +4,8% del primo trimestre. Ad Unioncamere spiegano come su tale dinamica incida fortemente l’andamento dei prezzi alla produzione, che passa al +2,7% dopo il +3,4% della prima parte dell’anno, rimanendo quindi su livelli alti a causa del continuo rincaro delle materie prime. Che le aziende regionali segnino il passo lo dimostra anche il modesto aumento degli ordinativi (+3,4% rispetto al secondo trimestre del 2010), non sufficiente ad incrementare in modo decisivo il portafoglio ordini. Da Confindustria segnalano come quest’ultimo riesca ad assicurare mediamente solo 71 giorni di produzione, un valore sostanzialmente invariato rispetto a quello riscontrato nel primo trimestre. Il contesto di generale debolezza dell’economia toscana è rilevato anche dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro e da Irpet che interpretano i tenui segnali di ripresa come troppo fragili e decisamente instabili. Sempre più rari gli avviamenti al lavoro a tempo pieno, mentre aumentano i contratti part-time e ancor più quelli atipici e irregolari, avvertono dal Settore Lavoro della Regione. Il mercato del lavoro regionale sconta la scarsa domanda del sistema produttivo che a sua volta mostra segnali di ripresa solo nei comparti più innovativi e ad alta tecnologia ed in quelli orientati all’export. L’arretramento dei consumi sta infatti continuando a penalizzare fortemente tutte le imprese che si rivolgono al mercato interno. Ma l’aspetto più delicato è senz’altro il perdurante e massiccio ricorso alla cassa integrazione straordinaria e in deroga –rispettivamente il 41% e 37% dei trattamenti- che stanno ormai sostituendo la cig ordinaria, in via di esaurimento: un rimedio sempre più precario nei confronti di vertenze che rischiano di sfociare nella perdita definitiva del posto di lavoro. In generale, il ricorso alla cassa integrazione si mantiene alto (ancora un +14,7% rispetto al primo trimestre dell’anno) e solo leggermente inferiore (-17,6%) ai valori del 2010. Cala infatti la cassa integrazione ordinaria (-29,7%), ma più per il raggiungimento del tetto massimo di ore utilizzabili che per un’effettiva ripresa della produzione. Nel II trimestre la cig straordinaria continua invece la sua corsa, aumentando del 19,1% rispetto allo stesso periodo del 2010 e del 57% rispetto al trimestre precedente, valori oltretutto di gran lunga peggiori di quelli nazionali (rispettivamente -6,3% e +34%).

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