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Il matrimonio che vorrei, amore e sesso dopo gli “anta” Cinema

Arnold e Kay sono sposati da trentun anni e il loro matrimonio si è arenato in una continua routine fatta di colazioni, lavoro e cena. Sempre vicini eppure troppo lontani i due coniugi hanno perso la loro intimità e non hanno contatti fisici da molto tempo. Kay, infelice oltre ogni misura, decide di superare la crisi e obbliga Arnold a passare una settimana a Great Hope Springs presso il dottor Feld per salvare, o concludere, il loro matrimonio. Si può cambiare il proprio matrimonio? Si può riaccendere la fiamma della passione quando questa si è oramai spenta da diversi anni?

Questi sono gli interrogativi che si pone la sceneggiatrice Vanessa Taylor attraverso il personaggio di Kay, una donna infelice che passa la propria giornata ancorata alla propria routine. Ecco così che, grazie all'aiuto del regista de “Il Diavolo veste Prada”, arriva sullo schermo “Il matrimonio che vorrei” una analisi universale del matrimonio e del rapporto tra i coniugi nella mezz'età.

Due persone vivono la loro vita insieme per più di trent'anni e molto più spesso di quanto si creda si ritrovano come due sconosciuti che vivono sotto lo stesso tetto. Come affrontare questo problema, come superare l'imbarazzo e l'infelicità che si vengono a creare. Nell'America dei manuali, dei guru e degli psichiatri lo si fa andando da un consulente. Uno strizzacervelli che deve distruggere un rapporto per ricostruirlo perché “per rifare un naso bisogna prima romperlo”.

Il film ci mostra così l'evoluzione di due persone che si mettono in gioco e che si trovano di fronte ad una situazione che potenzialmente può salvare o distruggere definitivamente il loro matrimonio. I due coniugi si ritrovano a dover ricostruire un rapporto, ricominciare tutto da zero e come due sconosciuti imparare a conoscersi nuovamente. Ritorna la goffaggine della prima volta, come due liceali imbarazzati i due faticano per ritrovare quell'intimità che si è persa per strada negli anni.

Con una delicatezza non comune il film riesce a parlare di sesso dopo gli “anta” e di paura dell'intimità. Senza mai scadere nel volgare, la pellicola è costruita sui dialoghi e sulle interpretazioni magistrali del duo di premi Oscar, Meryl Streep e Tommy Lee Jones. Due “vecchi” di Hollywood che stanno dimostrando che ci sono ancora dei ruoli importanti per delle persone di una certa età e che spesso le loro interpretazioni riescono ad essere molto più incisive dei nuovi belli che stanno affollando le pellicole recenti.

“Il matrimonio che vorrei” e una deliziosa commedia che parla del matrimonio e della voglia di rimettersi in gioco con tutta la paura che viene dalla consapevolezza di poter fallire. Forse alla fine non si può salvare un matrimonio con una cena ma questo può essere l'inizio di un percorso da affrontare insieme.

Regia: David Frankel
Sceneggiatura: Vanessa Taylor
Genere: Commedia
Nazione: USA
Durata: 100'
Interpreti: Meryl Streep, Tommy Lee Jones, Steve Carrel
Fotografia: Florian Ballhaus
Montaggio: Matt Maddox, Steven Weisberg
Produttore: Management 360, Escape Artists, Mandate Pictures

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