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Il messaggio dell’arte contemporanea Opinion leader

Nella mostra curata dalla Bortolotti, con molta misura e sensibilità, abbiamo esempi assai significativi dell’arte odierna. Si va dalla “Zuccaia”di Pietro Gilardi (nella foto a sinistra ), un tavolo natura che rimanda alla Pop Art degli anni Sessanta del Novecento con un ipernaturalismo…..naturalistico .-.si potrebbe dire con un pasticcio di parole.-.che  però stravolge la natura stessa tradizionalmente intesa. Anche Deva Wolfram ferma con i suoi erbari dipinti quella “Siccità” che è la situazione più statica della natura, che rasenta la morte o l’eterno, a piacere.  Come l’ ‘uccello’ o per l’esattezza “Concrete” come recita il titolo, della Palandri, fatto di sapone, vernici acriliche, fino a rasentare un’imbalsamatura  e quindi un’esistenza fuori del tempo.
Nella stessa logica il lavoro di Caterina Sbrana, ma in sostanza di quasi tutti questi artisti, frutto di una ricerca davvero originale della Bortolotti  che ha seguito un suo  suo filo rosso nel panorama così variato e spesso effimero del’arte di  oggi.  Troppo facile e  troppo riduttivo elencare ancora, ma non possiamo non sottolineare l’eleganza degli appunti di viaggio della Majoni,  stampati con tecniche assai  raffinate. Con “Garage” di Ozzola torniamo invece  alla video proiezione, così diffusa come pratica,   con suono e colore, ma di grande impatto emotivo con quel mare così vero che  però può chiudersi.-.si chiude.-.se l’occhio che lo guarda non sa vedere di più, Garage- sometimes you can see much more,  come dice l’intero titolo dell’opera.
Qualcosa di assolutamente a sé stante e insieme integrato  profondamente col resto,  è la proiezione dello spettacolo di danza di Virgilio Sieni, ispirato al De rerum natura di Lucrezio,  dove in un susseguirsi drammatico di movimenti si allude  a eventi naturali e catastrofi di grande suggestione.

Insomma questa mostra fa comprendere che non tutta l’arte contemporanea  è effimera: o se può esserlo, talvolta, per la caducità dei materiali, è capace di dare messaggi di durevole impatto. D’altronde  la nostra epoca non ha certo il sentimento dell’eterno,  ma piuttosto quello dell’ omnia mutantur o del tempus ruit .
Quindi l’arte,  come sempre,  interpreta il proprio tempo, il nostro tempo. Non è colpa dell’arte se non abbiamo le certezze del passato.

Anna Maria Piccinini Manetti

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