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Mondiale: Rui Costa allo sprint, Nibali sfiora il podio, Spagna beffata Sport

Sotto  la pioggia scrosciante, una decina di minuti prima dell'una, comincia il circuito fiorentino del Mondiale di ciclismo per professionisti  con   il gruppone che a più di 5 primi di ritardo insegue i 5 uomini al comando il polacco Bartosz Husarski, il tunisino Rafaa Chtioui, il ceco Jan Barta, l’austriaco Matthias Brandle e il venezuelano Yonder Godoy. E già da quel punto è iniziata l'azione della squadra azzurra mirata a spezare il gruppo. Con una quindicina di secondi a superarli. Diego Ulissi, che era attardato ce la fa a reinserirsi.  

Un primo attacco che, approfittando della discesa sia prima che dopo via Salviati ha fatto una prima selezione. Sagan e Contador, tra i più forti, sembrano attardati. Ma alla seconda uscita del quintetto di testa  è di 4 minuti e mezzo mentre il gruppetto degli inseguitori, sempre guidato dagli italiani, continua ad attaccare per ridurre le distanze. Cancellara si tiene nascosto, la Spagna, data per favorita,non sembra reattiva al modo giusto. Gli azzurri danno battaglia. poi la brutta caduta in Via Trieste sull'asfalto bagnato con Evans kooltre a due svizzeri e due australiani. Caduto anche Ulissi mentre buca Pozzato mentre il vantaggio dei battistrada cala a poco più di 4 minuti. Ulissi e Pozzato si riuniscono ai compagni. 

Il vantaggio tra i fuggitivi,in cima alla salita di Fiesole, al terzo giro, diminuisce a 3 minuti e 35 con l'Italia che continua il suo pressing ma con i gruppo che si ingrossa con un centinaio di corridori. le cadute, con lebici che scivolano sull'asfalto, sono continue. 

Siamo alle 14 aumentano la fatica ma soprattutto la tensione per le condizioni pessime della strada.E anche il gruppone si spezza per un'altra caduta che non vede coinvolti tutti gli azzurri e Cancellara. Ulissi, Così Nocentini, Visconti, Santaromita, Paolini, Nibali, Scarponi, Vanotti, Pozzato sono nel primo spezzone che va via via ingrossandosi di nuovo. Ma ora è il momento di ragionare e Paolini guida le manovre azzurre mirate anche a non far rientrare i più forti nella prima parte del gruppo. Dove però c'è Peter Sagan ma non Cancellara forse coinvolto in una caduta calando da Fiesole. Che però, rispettando il ruolo di favorito, non molla. Al quarto passaggio da via Salviati sono in una quarantina con un ritardo di 1 e 35.

Al traguardo del quarto giro il quintetto si riduce a quattro, senza Chtioui  ora in gruppo e con un vantaggio di 1 e 40. Ancora si aspetta per lanciare un'azione che posa dare una svolta. In gara la metà dei corridori che erano partiti da Lucca alle 10. Continua a piovere e anzi le condizioni sembrano peggiorare.Al comando ora ci sono Husarski e Barta, compagni di club,  mentre l'azione dell'Italia comincia ad esaurire la sua funzione senza avere alternative da altre squadre, come quella belga che con Philippe Gilbert può sempre piazzare lazampata vincente. E' ora di cambiare tattica urla Bettini dall'ammiraglia. Mancano ora cinque giri al traguardo e la differenza tra il duo di testa è di tre minuti e 25. Di strada da fare ce ne è ancora tanta mentre comincia a diminuire la visibilità, e a un paio d'ore di gara i pretendenti al titolo si studiano. Ed ecco comincia a maturare  l'iniziativa sul finire della sesta tornata mentre da box dell'Italia continua a essere esposto il cartello che con linguaggio in codice intima: parlatevi. Ma è il Belgio con Gilbert che parla, anzi urla ai suoi compagni di andare all'attacco. Scarponi ci mette lo zampino, anche Pozzato ma anche la Svizzera sembra volersi scuotere. Husarski e Barta perdono terreno precipitosamente, con Preidler (Austria) e Kelderman (Olanda) che mordono, a loro volta inseguiti da Visconti e Gautier (Francia). Ma è nel gruppo che si vedono molte maglie belghe e francesi con il ritardo che assomma a quasi due minuti. Ma è Visconti, proprio mentre ritorna il sole, a fare la gara scattando fino quasi a riagguantare la coppia di testa. Un'azione impetuosa che lo porta a guadagnare un minuto di vantaggio sul gruppo e a raggiungere Husarski sulla discesa dopo via Salviati. Un grande sforzo, forse iniziato troppo presto, ma Visconti pedala in scioltezza e va avanti di un minuto e mezzo. Cadono però Nibali, Scarponi e Paolini nel gruppo dietro. Sono le 16,35 e mancano due giri con la pattuglia italiana però ridotta anche se Scarponi riesce a rientrare. Il Belgio ora ha l'iniziativa con la Spagna che freme in mezzo al gruppo. Nibali comunque non si arrende come non si ferma la Colombia e come non si ferma Cancellara.  Siamo al penultimo muro di vi Salviati dove non succede nulla con i big uno accanto all'altro. Scarponi ci prva, come Visconti che si è ripreso. Il gruppo è allungato nella discesa.

Ora sono in 56 in gara, dopo più di 7 ore di gara, suona la campana dell'ultimo giro, con tutti i più forti compatti e l'Italia con i suoi alfieri pronti ad attaccare. Nell'ultima salita di Fiesole Visconti sembra indiavolato. Ma anche Sagan non scherza, con Gilbert e Cancellara in agguato. Scarponi attacca sul tratto duro della salita di Fiesole ma subito gli sono addosso e Nibali che ci prova prima di scollinare. Rodriguez, Uran che cade,  Valverde, Rui Costa, non mollando. Rodriguez e Nibali si involano verso Pian del Mugnone. Ora gli spagnoli sono in due, Nibali è nella morsa con il terzo incomodo Rui Costa.  Rodriguez vola, Alberto Rui Costa gli è dietro e lo sorpassa, con Valverde terzo e Nibali fuori dal podio. (ma. fan.)

 

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