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Il Monte dei Paschi torna all’attivo dopo 11 trimestri in rosso Economia

Siena –  Dopo 11 trimestri consecutivi in rosso, che hanno portato a 10 i miliardi di perdite in tre anni, il Monte dei Paschi di Siena torna all’attivo. Secondo il bilancio  approvato oggi dal cda, la banca senese ha chiuso il primo trimestre del 2015 con un utile di 72,6 milioni contro perdite di 174 milioni del primo trimestre del 2014, anno che ha chiuso con un ‘buco’ di 5,3 miliardi in gran parte da ascrivere a crediti in sofferenza.

In crescita anche  la raccolta diretta e quella indiretta, con aumenti tra il 4 e il 5% con ricavi cresciuti del 32%  a 1,3 miliardi.  Insomma, dopo anni drammaticamente bui,  il risultato trimestrale è un piccolo raggio di sole proprio alla vigilia del nuovo aumento di capitale di 3 miliardi approvato dall’assemblea generale dell’istituto il mese scorso. L’operazione, destinata a colmare quel deficit patrimoniale di 2,1 miliardi messo in luce dallo stress test della BCE , è prevista per la fine del mese e segue , a meno di un anno di distanza, l’aumento di capitale di 5 miliardi lanciato nel luglio scorso. Il risultato ottenuto, sottolinea l’ad Fabrizio Viola in un comunicato, conferma che il nostro piano  industriale produce i primi frutti. Questo apre nuove opportunità  e, guardando avanti, ci dà ancor maggior determinazione nel contnuare l’attività di rafforzamento”.

Il cda ha anche approvato oggi il nuovo pano industriale 2015-18 che prevede un obiettivo di ritorno di redditività sostenibile con un utile di 800 milioni nel 2018. Nel documento siparla anche di “opzione strategica di valutazione di M§A che consentano di anticipare il rafforzamento degli obiettivi di redditività.La banca di pone anche come obiettivo una riduzione degli stoch di crediti deteriorati e quindi del costo del credito (a 106 punti base nel 2018).
Ora però  tutte le energie sono concentrate sull’aumento di capitale, e solo dopo, come aveva dichiarato il mese scorso Viola ,si potrà aprire il capitolo di un’eventuale aggregazione della banca che difficilmente, secondo molti analisti, è in grado di continuare da sola. Altro nodo da sciogliere è anche la chiusura della pagina del derivato Alexandria, l’operazione messa a punto assieme a Nomura per occultare 200 milioni di perdite ma che ha provocato una serie di rischi finanziari e giudiziari.
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