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Il Mostro marino. Riflessioni controcorrente Opinion leader

Pur dinanzi a tutte le responsabilità criminose del Comandante Schettino è giusto mortificare una persona per un atteggiamento "colposo" fino a insultarne la dignità di uomo, sino a portarlo ad esempio di stereotipo della viltà umana e di ogni male italiano e non?  Ed è il caso di assurgere a eroe il Capitano "De Falco"? Puro e lucido dalla sua scrivania, consapevole sul da farsi come consapevole della registrazione in corso. Forse in termini pratici, incalzare e inveire, non è stato un atteggiamento che ha aiutato a mantenere lucido un Comandante inetto e in palese difficoltà. Interpretare (o essere) il duro e puro contro il vile non ha aiutato l'efficienza dei soccorsi. Come posso dire, De Falco ne esce come eroe nel contesto di una disfatta ed io personalmente avrei preferito una persona normale in un contesto della normalità.
Non ho mai visto una campagna contro "il mostro" come questa. Mai, per nessun capomafia, stupratore o assassino, per alcun crimine doloso. Il Comandante Schettino è il male, è il colpevole e finalmente lo abbiamo trovato. E' il Mostro che ha vilipeso un paese, che ha causato la crisi economica, sociale e morale che sta attraversando l'Italia. Avevamo bisogno del colpevole che colmasse la misura e finalmente lo possiamo appendere su FaceBook.
Subito l’"uomo media" e l'uomo medio si sono uniti per cavalcare la metafora del Paese che affonda per colpa dell'inettitudine dei suoi "Comandanti", per colpa dei troppi Schettino che lo affollano e nuovamente si sono uniti nel celebrare il riscatto dell'eroe dalla voce ferma e decisa, comparso con colpo di teatro.
Tutte queste "torce e forconi", che inneggiano indignati alla metafora, inconsapevolmente diventano loro stessi allegoria di secondo livello, che rappresenta come, tra mostri ed eroi – soggetti atipici e quindi anormali – l'italiano medio possa continuare serenamente a fare lo spettatore puntando il dito, alienando sempre la propria parte di mostruosità e delegando la normalità (resa ormai eroismo) ad altri.  L’ha dimostrato chiaramente anche in questa occasione, nel rito mediatico, il sacrificio del capro e l’idolatria del vitello d'oro.
La metafora è agghiacciante e ha il sapore di un declino senza fine.
Dovremmo vergognarci per Schettino e con Schettino. Perché Schettino non è un pazzo anomalo, è figlio di questo paese, che vive di figli e figliastri, di raccomandazioni di inettitudini, di approssimazione, improvvisazione, di superficialità, di occhi che vedono ma che non guardano. Di tutte le crisi che stiamo affrontando in questo Paese, l'unica da cui dovremmo veramente sollevarci è quella culturale, ma siamo abbastanza eroi da evitare il coinvolgimento.
"Quell'uomo è vergognoso" mi ha detto il barista stamattina alludendo all'ex Capitano della Costa Crociere e dandomi il resto della colazione. Andando via ho pensato che, al mio posto, l'eroe De Falco sarebbe rientrato nel Bar e con piglio deciso avrebbe esclamato: "Mi faccia lo scontrino, cazzo!".

Michele Notarangelo – Udine

Immagine "E la nave va" Federico Fellini

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