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Il narcisismo, malattia infantile dell’egualitarismo Opinion leader

Prato – Recita il titolo di un saggio di V.I. Lenin “ L’estremismo malattia infantile del comunismo”. Tratta quindi di come in una fase iniziale il comunismo soffra di estremismo, fattore giudicato non positivo ma appunto una malattia infantile, destinata a passare con la maturità.

Dal 1948 siamo tutti uguali, il principio di uguaglianza si afferma in Italia per Costituzione. Non si hanno più distinzioni di razza, lingua, religione, sesso, non si può affermare più che un uomo vale più di una donna o un ricco più di un povero o un maestro più di un operaio, si afferma il principio di uguaglianza e parità. Inizia la lunga strada per l’affermazione della democrazia piena. Intere classi sociali che si sentivano sottomesse ad altre alzano la testa ed iniziano a prendere coscienza di sé, iniziano a cercare affermazione sociale, un posto nel mosaico sociale.

Negli anni duemila l’avvento di internet e la creazione di un villaggio globale in cui inserirsi pur potendosi nascondere spinge maggiormente ognuno a parlare a far sentire la propria voce, allentando i freni della timidezza. Adesso chiunque può avere un palcoscenico, un angolo di notorietà, può essere visto. Adesso le differenze di classe si vanno azzerando, nessuno ha più modo e diritto di essere più speciale di un altro. Non esiste il divario fra il nobile ed il contadino, fra il borghese e l’operaio. Adesso che le differenze e le discriminazioni si annullano improvvisamente scoppiano casi assolutamente originali e del tutto nuovi di singolarità, soggetti che scoprono di avere qualcosa di unico o comunque rarissimo!

Quasi sempre si tratta di malattie: oggi vi sono una certa quantità di soggetti che hanno malattie tutte rarissime, tutte uniche, limitate a pochi casi nel mondo. Un tempo si prendeva tutti la varicella, la rosolia e gli orecchioni. Poi iniziarono ad esserci i primi timidi casi di malattie strane e croniche come la celiachia. Ora che la celiachia è fattore comune e non contraddistingue più alcuni rari e fuori dal comune soggetti si ha un’invasione di malattie, perlopiù autoimmuni, create ad hoc per ogni singolo, malattie tanto rare quanto personalizzate, così che ognuno possa sentirsi speciale nella sua malattia unica al mondo o comunque da condividere con pochi.

Per carità nessuna colpevolizzazione o sottovalutazione delle reali problematiche che le persone hanno, ma non si può fare a meno di notare che  si sta facendo strada una società di individui ognuno con qualcosa di particolare, quassi a ricreare la specialità tipica delle caste di un tempo. invece che duchessa o contessa ora si è malata più rara del mondo. Tutto questo non è negativo in assoluto, dimostra l’esigenza di individualizzazione e di valore da darsi ad ogni singola persona, ed in sé è un fattore positivo, l’esigenza di essere unici pur nella pluralità e nell’uguaglianza, ma perché invece di ritrovare la propria specialità nelle malattie non la si può ricercare nella creatività, nel tirare fuori da sé il talento che ognuno ha? perché non si segue la strada dello sviluppo dell’IO che accresce tutti e si segue invece quella dello sviluppo dell’Ego, che diminuisce tutti? Il talento di ognuno lo distinguerebbe e contemporaneamente sarebbe un dono speciale per ognuno di noi membro della società.

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