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E Clet si riprende il suo Naso Cronaca

Rimozioni e polemiche – E alla fine, in linea con il suo copione, Clet è riuscito a mantenere il “suo” Naso sulla Torre di San Niccolò ben oltre i tempi previsti. Dopo essersi rifiutato di smontarlo prima dei “fochi” di San Giovanni (24 giugno), come invece stabilito dagli accordi intercorsi fra il Comitato di San Niccolò – vero regista di tutta l'operazione – e il Comune di Firenze, l'artista francese rimuoverà «martedì 3 luglio» l'installazione dalla torre medievale. Una vittoria per lo street artist che però trascina con sé un mare di dissapori, veleni e polemiche. A cominciare dalla decisione del Comitato di San Niccolò di annullare tutti gli eventi da esso organizzati oltrarno per “Diladdarte” 2012 e dalla posizione presa dalle associazioni che a tale progetto stavano contribuendo, come Riot Van e No Dump, che hanno cancellato anche le loro iniziative.

Clet: “Mi è stato imposto tutto” – Il creativo bretone, celebre e celebrato per le sue rivisitazioni dei cartelli stradali, non si nasconde dietro un dito e – dopo le dichiarazioni fiume su Facebook – rivela a Stamp Toscana la sua visione delle cose: «La possibilità di fare un'installazione del genere capita una volta nella vita e ha bisogno di presenza. In tutta questa faccenda mi è stato impostato tutto, i tempi e le modalità: tu lo fai, tu lo paghi, tu lo smonti. Era un lavoro enorme e ho deciso di lasciarlo lì. Il Comune e soprattutto il Museo dei Ragazzi hanno avuto una reazione dura, minacciando denunce. Ma è il potere, abituato sempre a comandare. Quando hanno capito non avrei smontato sono cascati dalle nuvole».

Il comitato: “Clet prepotente. Ha perso un'occasione” – Ma dal comitato rispondono seccamente al gesto – provocatorio? Egoista? Ragionevole? – dell'artista francese: «Noi ci muoviamo in un altro modo – tuona ferma Sonia Guidi, vicepresidente del comitato – Dispiace che queste cose non siano state chiare fin dall'inizio. La nostra logica non è quella prepotente di Clet. Quando noi abbiamo detto che vi era la possibilità di un'installazione alla Torre era tutto chiaro dall'inizio, tempi e regole. Per correttezza sarebbe stato giusto metterci al corrente delle sue intenzioni. Clet ha perso un'occasione».

La replica di Clet: “Ma io ho pagato tutto” – Per la manodopera, l'installazione e la relativa rimozione, Clet ha stimato una spesa di 2.500 euro. Una cifra che lo ha spinto a considerare l'opera e i diritti su di essa come una sua esclusiva potestà. «Il Comitato – spiega infatti l'artista – si era offerto di pagarmi alcuni costi per i materiali, corrispondenti circa a un quarto del totale. Ma a questo punto non credo l'accordo proseguirà. In ogni caso, ho pagato tutto io». Rimane comunque realista Clet, che si augura uno «sbollimento» in tempi rapidi della situazione, e comprende il fatto che i membri del comitato si siano «sentiti traditi» dal suo comportamento.

Foto: http://tuscantraveler.com/2012/florence/tuscantravelers-tales-clet-abraham-nose-naso-tower-torre/

C'eravamo tanto amati – Nel corso degli ultimi due anni, grazie a iniziative molto popolari come “L'uomo comune” del Ponte alle Grazie e l'apertura del suo studio proprio in San Niccolò, Clet si era guadagnato i favori e la stima non solo del comitato, ma anche di buona parte degli abitanti del quartiere. Ma oggi, quei bei tempi andati di un idillio che fu, sembrano lontani. È lo stesso Clet a insistere su questa strada, rivelando che «nel quartiere io sto bene. Ma loro (il comitato, ndr) non rappresentano il quartiere. Hanno un'impostazione politica molto marcata ma nessuno li ha eletti». Il comitato, da par suo, insiste sull'occasione persa dall'artista francese. «Il Comune, e in particolar modo la Direzione Artistica – prosegue Sonia Guidi – si sono dimostrati molto aperti e disponibili al nostro progetto. Dopo che il concorso per decidere chi e come avrebbe utilizzato la Torre è stato vinto da Clet, si sono comunque prodigati di rimanerci vicini, malgrado il suo nome non sia dei più graditi in Palazzo Vecchio» (per un resoconto dettagliato dei fatti secondo il punto di vista del Comitato si veda il sito www.comitatodisanniccolo.com).

Clet: una vittoria di Pirro? – Con l'esplosione della diatriba fra Clet e comune di Firenze, a 15 giorni dagli eventi di Diladdarte 2012, il comitato di San Niccolò ha deciso di annullare tutte le iniziative da esso stesso organizzate, senza se e senza ma. «Non ci sembrava il caso di fare alcuna iniziativa – argomenta Sara Nocentini, presidente del Comitato – Abbiamo bisogno di un attimo di riflessione, per rivedere il nostro percorso. Qualcuno (Clet, ndr) sta travisando il nostro operato. Noi non siamo un'associazione che organizza eventi per altri». Con i membri del comitato si sono schierate le associazioni culturali Riot Van e No Dump, che hanno cancellato l'attesa giornata di musica e arte al giardino della Carraia, il free-event “Icche ci vah ci vole”. Sui profili Facebook delle due associazioni tira aria gelida verso Clet e, anche se con qualche eccezione, l'artista sembra aver perso una certa attrattività verso queste associazioni e i loro pubblici di riferimento. Ma, oltre a questo, a preoccupare Clet dovrebbe essere qualcos'altro. Il Comune, da sempre avverso all'artista, questa volta aveva appoggiato e spinto per un suo progetto. Clet ha comunque deciso che le sue ragioni dovevano prevalere e ha agito consapevolmente di testa sua, di fatto beffando gli stessi che gli avevano concesso uno spazio. Un comportamento inatteso che potrebbe avere ripercussioni, questa volte severe, su un artista che da sempre agisce con un piede fuori dalla legalità. Il Naso sarà pur rimasto lassù dove era stato messo ma qui, statene pur certi, c'è puzza di bruciato.

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