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Il Natale delle gallerie d’arte contemporanea Cultura

 

 

 

 

Siete in giro per acquisti natalizi, e guardate con più attenzione del solito le vetrine che vi scorrono a fianco, anche quelle cui in genere prestate scarsa attenzione: quelle delle gallerie d’arte contemporanea. Magari pensate: che ci entro a fare, ma che arte è questa? Oppure sapete di cosa si tratta ma temete di sentirvi impegnati in  qualche acquisto. Ebbene, rilassatevi, prendete una pausa dalla fretta di concludere la giornata faticosa per le vie della città illuminate a festa e fate una capatina in queste gallerie del centro, fermandovi a parlare coi galleristi, che ne saranno gratificati. Li abbiamo raggruppati per zone, questi luoghi particolari. Tra via della Spada e via del Sole, c’è una doppia galleria che offre più sorprese:  Antonella Villanova con originalissimi gioielli di buon design, e Alessandro Bagnai con i suoi creativi d’origine controllata, come Vittorio Messina. La sua unica, grande opera è un’installazione che si arrampica dal pavimento sulla parete, rivoluzionando i principi della fisica. Sono oggetti semplici e precari, sottratti alla loro collocazione solita, riscattati dal loro prevedibile destino. Un’opera enigmatica che vi stimolerà a saperne di più sull’autore. Poco più in là, in via della Spada, Poggiali e Forconi propone un pittore trentenne – e si vede – Pete Wheeler,  tele di grande formato con scene figurative in cui l’impatto del colore  evoca paesaggi gotici da film vampireschi, mischiati a una grande profusione di teschi – simbolo sdoganato da quel furbacchione di Hirst – che tanto piacciono ai giovani che invitiamo quindi ad andare a ispirarsi, cautamente. Sempre nelle vicinanze, in via delle Belle donne si trova la galleria Biagiotti  che ha dedicato gli spazi alla creatività della Sicilia: le stanze sono un tripudio di disegni, foto, video, maioliche e misteriose installazioni che sprigionano vapori e sfavillii. Spostiamoci altrove, in via di Mezzo, e entriamo da Il Ponte, storica e solida galleria che festeggia il nuovo corso iniziato 7 anni fa, mostrando 7 scultori concettuali, attivi dalla seconda metà degli anni sessanta,  come Kounellis, Nagasawa, Staccioli, con qualche accento ironico con i lavori colorati di Renato Ranaldi.  Ancora una passeggiata e arriviamo in via Ghibellina, da Santo Ficara, che ha una bella monografica della vivace e longeva Carla Accardi, mente libera in continua sperimentazione.  Eccoci quindi immersi in una atmosfera allegra, piena di colori, che risuonano anche nei titoli: blu oltremare, argento su cobalto, verde chiaro immerso nel rosso, festiva macchia, opere composte negli ultimi quindici anni. Una curiosità: in via S. Niccolò 18r, potete affacciarvi nel minuscolo spazio di Base che ospita Maurizio Mochetti. Allunghiamo il passo, traversiamo il fiume per entrare in quello che si può considerare la galleria più completa della città: la Tornabuoni Arte in lungarno Cellini. Ci accoglie il faccione di Mao di Warhol, accanto a Fontana, Burri, Manzoni, Morandi, Savinio, Castellani, De Chirico, Pomodoro, ma anche Chagal, Balla, Carrà. Insomma, un mercante d’arte in piena regola, Roberto Casamonti, con un caveaux da far concorrenza, appunto, a qualche museo internazionale. Vi piace la fotografia? In via Maggio vi aspetta la Thetys, che compie 20 anni e ha assemblato decine di immagini di reportage, scatti magnifici che inquadrano spicchi di mondo esotico e lontano. Per arrivare da Frittelli e concludere la giornata, proficua per la mente, ci vuole un mezzo di trasporto: infatti questa galleria di formato newyorkese, è a Novoli, in via di Valmarina. Carlo Frittelli ama principalmete gli artisti toscani e lo dimostra anche stavolta con un un omaggio a Vinicio Berti, uno dei principali esponenti italiani dell’astrattismo: la galleria gli dedica una personale incentrata sull’ultimo periodo e il tema “Guardare in alto”.

Nella foto: Galleria Bagnai, installazione di Vittorio Messina

 

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