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Il neo prefetto Giuffrida ai cittadini: “Rivolgetevi a me, farò il possibile per darvi una mano Cronaca

Firenze – “Felicissimo di essere stato destinato a Firenze. Ai cittadini dico: rivolgetevi a me, farò il possibile per darvi una mano”. Con queste parole il nuovo prefetto Alessio Giuffrida, insediato da poche ore, saluta la città e i fiorentini. Successore di Luigi Varratta – che lascia Palazzo Riccardi per un incarico di massimo prestigio al Ministero dell’Interno – Giuffrida torna in Toscana, dove è già stato prefetto della Provincia di Lucca dal 2010 al 2012, incarico precedentemente svolto a Pesaro e Urbino e, fino a pochi giorni fa, a Cagliari. Nel corso dell’incontro di presentazione con la stampa, che si è tenuto stamattina in Prefettura, sono stati toccati i temi caldi del lavoro che Giuffrida andrà a svolgere.

Prima fra tutti, la gestione dell’emergenza migranti, su cui condivide la linea di accoglienza adottata dal presidente Enrico Rossi, come pure la collaborazione costante con le prefetture. “Vengo da una città in cui l’afflusso di profughi ha spesso toccato soglie sconosciute alla Toscana, ma il problema è lo stesso ovunque“. Quanto al bando varato dal predecessore sul reperimento di spazi capaci di accogliere fino a 200 profughi e fortemente osteggiato dalla Regione, la linea sembra essere quella della continuità, ma con il beneficio dell’emergenza. “Fermo restando il mio accordo con la strategia di Rossi, in caso di emergenza valuterò anche scelte estreme”, dichiara il neo-prefetto, che riserva la cautela rispetto a quei provvedimenti ablativi o requisitori previsti dalla Regione nei confronti dei 150 comuni toscani che, ad oggi, non hanno ancora fornito risposte in merito ai criteri di accoglienza: “Sono provvedimenti straordinari, le tengo come ultima ratio”.

Il fenomeno migranti, tuttavia, presta il fianco non solo all’obbligo dell’accoglienza ma anche al pericolo di infiltrazioni terroristiche. Italia prossimo obiettivo? A fronte delle voci (più o meno ufficiali), la percezione della sicurezza vacilla anche in città. Giuffrida sceglie la strada del buon senso: “Viviamo ovunque una situazione di terrorismo esasperato, che può penetrare ovunque, malgrado i controlli. Se non possiamo dirci del tutto tranquilli, possiamo almeno dire che abbiamo un sistema di sicurezza efficace, in grado di reagite a qualunque attacco”, un sistema che – dopo i recenti attentati in Tunisia e in Francia – è stato potenziato anche in Toscana. La preoccupazione va in particolare alla visita del Papa di novembre, ma per Giuffrida si tratta di una seconda volta: Francesco ha infatti visitato Cagliari nel settembre del 2013, occasione in cui – dichiara il prefetto – “abbiamo gestito la macchina della sicurezza con tranquillità”. Oltre alle misure standard contemplate per un simile evento, dunque, Firenze si prepara a potenziare quegli accorgimenti in più che si addicono “a un Papa come lui, estremamente autonomo”. La linea che adotterà il prefetto, se da un lato vuole essere in continuità con l’operato di Varratta, dall’altro viaggia in tandem con il governo locale.

Appurato l’apprezzamento per Rossi, Giuffrida dichiara di apprezzare la strategia di Palazzo Vecchio sulla delocalizzazione della movida e i problemi legati al degrado. Chiede tuttavia tempo (“Lasciatemi arrivare!”); troppo poche le ore trascorse da nuovo prefetto. Dopo un incontro con i funzionari, nel pomeriggio è previsto il confronto con le forze di polizia della città per un quadro più esaustivo della situazione. La grinta c’è, l’entusiasmo pure. Inutile chiedere cosa si aspetti dai fiorentini. “Cosa mi aspetto io da voi? Ma se siete voi ad aver fatto la storia!”. 

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