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Il nuovo Difensore civico: più risorse e poteri per le conciliazioni Cronaca

Firenze – Il programma del nuovo Difensore Civico regionale Sandro Vannini si può sintetizzare in tre punti: aumentare le conciliazioni, i terreni di intervento e puntare all’istituzione del Difensore civico nazionale.

Già presidente di Corecom Toscana, il nuovo difensore civico si è presentato alla stampa, in una conferenza alla quale hanno partecipato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale,  “Aspetto suggerimenti a legislatore per semplificazione procedimenti amministrativi”,  e il difensore uscente Lucia Franchini: “Serve Difensore civico nazionale”.

Sandro Vannini, senese, è stato eletto Difensore civico dal Consiglio regionale ,alla prima votazione, con il voto di due terzi dei componenti dell’assemblea. Vannini era stato Presidente del CoReCom fino allo scorso anno e l’importanza di questa esperienza è stata messa in rilievo dal Presidente Eugenio Giani per assolvere al primo dei compiti che si attendono dal nuovo mandato dela Difensore civico: Aumentare le conciliazioni fra cittadini e pubblica amministrazione, così come è avvenuto al CoReCom per le controversie tra utenti e gestori telefonici.

Ma Giani, nella conferenza di presentazione del nuovo Difensore civico ha anche osservato che per avere “un salto di qualità” occorre una legge quadro nazionale che dia “maggiori poteri al Difensore in alcune materie, “con la possibilità di ricevere risorse aggiuntive per svolgere le conciliazioni, così come avviene per Corecom da parte dell’Agcom”.

Uno dei primi aspetti da sottolineare –  ha detto Vannini – è la necessità di rendere più conosciuto il Difensore civico regionale e questo anche in considerazione del fatto che è venuta meno la rete dei difensori locali e che quindi è a livello regionale che si concentrerà la pressione delle istanze dei cittadini.

Il nuovo Difensore civico evidenzia che oggi il principale spazio di crescita riguarda le conciliazioni nell’ambito dei servizi idrici e spiega che da alcuni anni a questa parte il Difensore civico uscente Lucia Franchini ha molto spinto in questo senso, e la Toscana è tra le cinque regioni che hanno un’Autorità idrica regionale. Le istanze sono già 300 – continua Vannini – per un valore di contenzioso che supera i 500mila euro; con una minima azione di comunicazione istituzionale questi numeri possono crescere” . osserva Vannini – in quanto gli utenti attuali, infatti, provengono prevalentemente dalla Toscana centrale.

Il nuovo Difensore ha fatto riferimento anche alle associazioni di consumatori per assicurare che “collaboreremo molto, in sinergia, anche per far conoscere il servizio di conciliazione sul sistema delle acque e in prospettiva, su gas e luce.

Vannini ha dato poi particolar rilievo alla conciliazione in materia di sanità perché le nuove possibilità di conciliazione, previste dalla legge nazionale, riguardano non solo questioni minori ma ora anche la “responsabilità in caso di disfunzioni procedimentali o professionali nei confronti del malato”. Ha detto che esistono già convenzioni del Difensore Civico regionale con Aziende ospedaliere e universitarie: si tratta di attualizzarle arricchendole della possibilità per il cittadino di “avvalersi della consulenza giuridica del medico legale di un’Azienda ospedaliera non coinvolta”. E questo, secondo Vannini, sarebbe “Un forte salto qualitativo”.

Infine  Il nuovo Difensore civico concorda con il Difensore civico Lucia Franchini che si è impegnata perché anche in Italia si arrivi all’istituzione del Difensore Civico nazionale”. Un impegno che Sandro Vannini riprende ricordando “l’Italia è l’unico paese che non l’ha istituito”, e ritenendo che i Difensori regionali debbano relazionarsi con un’authority nazionale “o anche più d’una, per esempio quella della privacy e dell’anti anticorruzione”.

 

Foto: Sandro Vannini

 

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