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Il nuovo Pecci avanza e si fa grande Cronaca

Primavera tutta museale a Prato.  Dopo l’apertura del nuovo museo civico nel Palazzo Pretorio e le installazioni di arte contemporanea nel centro storico,  proseguono i lavori al cantiere del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci”.
Entro maggio dovrebbe essere completato l’appalto dei lavori e sarà possibile visitare gli spazi durante un’apertura straordinaria al pubblico. Si sta pensando a un programma a lungo termine di esplorazioni a strati del complesso. Si partirà a maggio dal piano terra che già in autunno dovrebbe ospitare le opere della collezione permanente. Sarà una preview architettonica arricchita da una conferenza dell’architetto Maurice Nio, autore del progetto di ampliamento del museo. Il calendario delle aperture va dai primi giorni di maggio alla notte dei musei,  il 17. Gli amministratori del “Pecci” intendono avviare in questo modo un percorso di avvicinamento alla data finale in modo da arrivare all’inaugurazione del museo con un pubblico già preparato alla nuova proposta.   

Ma i lavori non si concludono con questo appalto. Nel 2015 dovrà essere restaurata la parte vecchia del museo, quella progettata da Italo Gamberini e inglobata dall’anello di Nio. 
Sarà inoltre sistemata l’area esterna.  Si pensa anche al sistema delle connessioni, degli svincoli stradali e dei parcheggi per risolvere il groviglio che ha reso finora difficoltoso l’accesso al “Pecci”. L’idea è quella di dare un nuovo disegno alle pensiline degli autobus, come caposaldo visivo di una via dell’arte che colleghi l’aeroporto, Firenze, Prato e Pistoia.
L’apertura completa del “Pecci”  è prevista per la primavera del 2015. 
Definito anche il destino del Cid/Arti visive, la biblioteca specializzata del museo con oltre 60 mila volumi e 82 periodici correnti. Rimarrà nel complesso e sarà consultabile a richiesta. Costituirà un polo di documentazione insieme all’Archivio Fotografico Toscano. Si dovrà, insomma, aspettare ancora un anno per avere il “Pecci” aperto al pubblico nella primavera del 2015. Un tempo di attesa che sarà utile al direttore Fabio Cavallucci  per progettare un piano pluriennale di attività.

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