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Con “Advanced Virgo” inizierà l’astronomia gravitazionale Innovazione

Ideato dal fisico italiano Adalberto Giazzotto e completato nel 2003 nel comune di Cascina (Pisa) all'interno del sito dello European gravitational observatory (Ego), Virgo “ascolta” le radiazioni gravitazionali provenienti dallo spazio. Captare, registrare ed analizzare i segnali creati dalle onde gravitazionali provenienti dall’universo per conoscere profondamente l’interazione gravitazionale, svelare i segreti evolutivi dei corpi celesti extra-terrestri e, come obiettivo ultimo, conoscere cosa è successo durante il Big Bang. Questo è il suo mestiere. Virgo si fermerà per una sosta di potenziamento tecnologico dei suoi sensori, quindi ripartirà per nuove avventure cosmiche, come Advanced Virgo. "Avendo la possibilità di esplorare una sfera di universo con un raggio 10 volte più grande, e un volume 1000 volte maggiore, aumenterà di 1000 volte anche la probabilità di captare un evento – spiega Carlo Bradaschia, uno dei costruttori di Virgo e ricercatore dell'Infn di Pisa -, in questo modo avrà inizio l'astronomia gravitazionale''. Potranno essere realizzate nuove mappe del cielo, in cui saranno rappresentate come stelle le sorgenti di onde gravitazionali, in parte probabilmente coincidenti con corpi celesti noti, che sono sorgenti di luce visibile. Le nuove mappe sono molto attese perchè la prospettiva è completamente nuova: mentre la luce visibile e gli altri mezzi di indagine sono dovuti alle cariche elettriche presenti nella materia, le onde gravitazionali sono dovute alla massa dei corpi celesti.

Virgo ha due lunghe “braccia” ortogonali, tre chilometri ciascuna, è provvisto di un interferometro ottico, opera notte e giorno per captare le onde gravitazionali provenienti dall’universo. E' l'unico al mondo ad avere sospensioni degli specchi chiamate "superattenuatori" che riducono il rumore sismico e che quindi permettono di esplorare zone di frequenza attorno ai 10 Hz. Laser e il sistema ottico fanno uso di tecnologie estremamente avanzate. L'utilità finale è studiare le onde gravitazionali per sapere di più sui fenomeni cosmici che le generano, come le esplosioni di stelle supernovae e l'interazione tra buchi neri e collisioni galattiche. I segnali che Virgo rivela vengono infatti trattati da potentissimi computer per estrarre informazioni sulle sorgenti che hanno emesso le onde gravitazionali. Ma non solo, dallo studio delle onde gravitazionali si possono acquisire informazioni importanti su fenomeni astrofisici di origine sconosciuta, come raggi cosmici di enorme energia e materia oscura.
E' nato grazie ad una collaborazione tra gruppi di ricerca italiani e francesi che hanno messo a punto un innovativo rivelatore di onde gravitazionali ed alla sua costruzione hanno partecipato fisici, ingegneri e tecnici appartenenti a ben 11 laboratori dell’INFN italiano (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e del CNRS francese (Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica). Per rendersi conto della potenza di questo strumento a larga banda (4 Hz-5000 Hz), basta pensare che il suo interferometro ottico è capace di captare segnali da sorgenti lontane anche 30 milioni di anni luce, distanza che separa la Terra dall’ammasso stellare della Vergine, da cui deriva proprio il nome dello strumento.

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