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Il Pdl su Peretola: Si alla pista convergente, ora Rossi dica quali sono i tempi Politica

«Siamo soddisfatti e contenti di quanto dichiarato dal governatore Rossi in merito alla nuova pista dell’Aeroporto di Peretola. Ora però allo stesso Rossi chiediamo quando sarà approvata la delibera in Consiglio regionale, quando inizieranno i lavori e quando si inaugurerà con il primo volo». Parole con cui il deputato del Pdl, Gabriele Toccafondi, incontrando stamane la stampa nella sede fiorentina del partito, plaude alla scelta della Regione Toscana, che parrebbe a questo punto definitiva, di attenersi all’esito dello studio tecnico effettuato dall’Enac e di optare infine per la pista convergente. Il presidente Rossi, ieri alla presentazione dello studio dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, aveva detto chiaramente che «la pista parallela, ora “convergente”, è l’unica soluzione possibile per il potenziamento dell’aeroporto di Firenze. E non è la pista di Rossi, è la pista dell’Enac». «Lo abbiamo sempre sostenuto – si auto elogia il Pdl – Anzi, senza il nostro impegno di questi mesi Rossi non si sarebbe sentito alle strette e non avrebbe preso una posizione». «E allora, se sono tutti d’accordo, si voti la variante del Pit e si parta con i lavori» sollecita Toccafondi, promettendo che nei prossimi mesi il Pdl continuerà a «stare sul fiato sul collo» a Rossi e alla sua maggioranza. Il Governatore, per la verità, un’ abbozzo di tempistica l’aveva dato, sempre ieri, dicendo di voler chiudere la trentennale vicenda «entro l'autunno» ed ipotizzando entro  4 anni la possibile conclusione dei lavori. Ma al Pdl le parole non bastano, «che ce n’è già state abbastanza» e propone di istituire un Osservatorio con le associazioni che si sono espresse a favore della pista per monitorare l’avanzamento dell’iter procedurale. Resta in piedi, però, l’opposizione dei Comuni della Piana, che a sacrificare il Parco alla nuova pista non ci stanno. «Leggiamo che continuano ad esserci problemi faunistici – ironizza Toccafondi – Noi siamo disponibili a  trovare soluzioni, ma la priorità restano i fiorentini e non il ranocchio o l’albero del Parco». 

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