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Il popolo di sinistra? Dialoga con Freccero Politica

Secondo appuntamento con la rassegna di dibattiti “Firenze non è una merce”, ieri sera, al Caffè Letterario Le Murate. Ospite Carlo Freccero, autore televisivo, scrittore e esperto della comunicazione, che ha analizzato la strategia comunicativa di Matteo Renzi in chiave restaurativa del berlusconismo.
Già in occasione del primo incontro, lo scorso  25 novembre, Tomaso Montanari aveva indicato il nuovo leader del Pd come il “garante dello stato delle cose”, ma a distanza di un giorno dalla vittoria plebiscitaria (annunciata) di Renzi alle primarie del PD, gli umori della sinistra fiorentina che non si riconosce nel sindaco né tanto meno nel segretario sono stati catalizzati e accesi dalla dialettica sferzante di Freccero, così che l’occasione per parlare della “migliore strategia da usare per presentarsi alle prossime amministrative con la fionda giusta per Golia” è immediatamente scivolata in un analisi della continuità tra il Cavaliere e il Rottamatore. Politica come marketing. Perché Renzi ha vinto? Perché è lui il nuovo centrosinistra?

Freccero non ha dubbi: il successo del sindaco sta nell’aver adottato lo stesso linguaggio mediatico del berlusconismo.Con Berlusconi la sinistra ha cominciato a spogliarsi di tutto ciò che era sinistra per essere politicamente corretta verso Berlusconi, fino ad arrivare al paradosso di non essere più sinistra e di non riuscire a dire più niente. Renzi si è innestato in questo contesto e il suo merito sta nell’aver capito che ciò che conta non è introdurre contenuti di sinistra, ma avere in mano l’agenda dei media utilizzando le stesse tecniche dell’avversario”. Quali? Fermarsi all’enunciato senza andare in verticale, cuore della logica del marketing. “Chi afferma, vince – prosegue Freccero – e Renzi afferma, come Berlusconi, ma come anche Grillo con il suo “tutti i casa”. Quello di Renzi, insomma, altro non è che un berlusconismo politicamente corretto, col giubbotto anziché in doppio petto. Con lui la sinistra è cambiata diventando una nuova destra”.

Ovazione. Sembra quasi solleticare il pubblico sotto il mento, Freccero, quando allude al fatto che “i seguaci di Renzi, come quelli di Berlusconi, sono gli imprenditori di successo”, perché apre di fatto la strada a una serie di interventi volti a sottolineare la mercificazione della città ad opera del sindaco. Aldilà dell’arcinoto noleggio di Ponte Vecchio, il dito è puntato contro la strumentalizzazione della città in chiave vetrinistica. “Così come Berlusconi sventolava le coppe Uefa del suo Milan, Renzi sbandiera il David di Michelangelo”, chiosa qualcuno. Ma il programma “per presentarsi alle amministrative 2014 con armi degne di un simile avversario” al momento si limita a un lungo elenco di ciò che sembra non andare. Ecco quindi la stasi-inceneritore e la bocciatura della mozione “Rifiuti Zero”, il problema Cascine, i parcheggi d’Oltrarno, il nuovo CdA del Maggio identico al precedente, la seconda linea della tramvia, la gestione del servizio idrico e chissà cos’altro. “Create comitati d’organizzazione – suggerisce Freccero – e ripartite non da cento, ma da dieci punti”. Sarà questa la fionda giusta?

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