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Il presidente Rossi indagato per maxi-buco Asl di Massa Cronaca

"Ho ricevuto dalla Procura di Massa un invito a comparire come persona sottoposta a indagine in relazione alla vicenda dell'Asl 1. Sembra che l'atto della Procura sia conseguente alle dichiarazioni di un signore, Ermanno Giannetti, da me denunciato. Il quale di recente, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di galera per peculato. E' un giochino vecchio come il mondo quello di accusare qualcun altro per scaricare le proprie responsabilità. Di tutto questo si sta occupando il mio avvocato".
E' così che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato poche ore fa che la procura massese aveva intrapreso l'iniziativa di indagine nei suoi confronti nell'ambito dell'inchiesta sul buco di bilancio nei conti dell'Asl.

L'inchiesta ha per oggetto un buco veramente enorme: circa 400 milioni di euro. Una enorme falla di cui però nessuno aveva dato l'impressione di accorgersene. Era stato l'assessorato guidato da Daniela Scaramuccia a aprire l'armadio, accorgendosi che c'erano dei profili che adombravano grossi problemi nell'ambito dell'Asl massese. E una denuncia era partita a ottobre dal presidente Rossi, che aveva attivato la procura e le magistrature civili e contabili. Un buco che s'allarga man mano che le indagini procedono: si passa infatti da una stima iniziale di 60milioni alle ultime voci che parlano di circa 400milioni.
Per quanto riguarda Ermanno Giannetti, citato dal Presidente, si tratta dell'ex direttore amministrativo dell'Asl di Massa Carrara, coinvolto nell'inchiesta per avere, secondo l'accusa, emesso falsi mandati di pagamento per oltre un milione di euro a favore di creditori dell'Asl. Ma i soldi li avrebbe intascati lui.
E' stato condannato giovedì scorso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa Carrara a 5 anni e sei mesi (rito abbreviato).

«La responsabilità di aver creato una voragine da 420 milioni, soprattutto considerato che in questa vicenda il peculato pare aver avuto un ruolo quantitativamente marginale, merita ogni approfondimento necessario", affermano il vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl) e il consigliere regionale del Pdl Jacopo Ferri, che chiedono a Rossi "una chiarezza mai arrivata". Questa voragine nei conti della sanità toscana – proseguono i due esponenti del Pdl "è la principale causa dei tagli ai servizi di assistenza e cura nonché degli aumenti dei ticket che oggi patiscono i cittadini della provincia di Massa e Carrara e della Toscana tutta. Proprio in questi giorni al fine di risparmiare risorse si stanno attivando le chiusure delle sale operatorie per la chirurgia di elezione, destinate a protrarsi per un mese o più. Se quei 420 milioni fossero stati in cassa come avrebbero dovuto, forse non sarebbe successo».

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