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Il primato di Pisa nella chirurgia robotica STAMP - Salute

Gli interventi di chirurgia robotica appartengono sempre di più alla scienza che non alla fantascienza della medicina della nave stellare Enterprise di Star trek. Il nuovo primato modiale spetta a Pisa. per la prima volta al mondo è stato effettuato un intervento di isterectomia per un tumore endometriale con tecnica robotica microinvasiva ad accesso single port ombelicale. Grazie al robot Da Vinci magistralmente guidato dall'èquipe del dottor Cela coadiuvato dal Dottor Pluchino della Clinica Ostetricoginecologica 1 dell'Università pisana, l'intervento è stato effettuato atraverso un microaccesso di solo 2 cm attraverso il quale sono stati introdotti gli strumenti chirurgici di appena 2 mm sennza che questi si intralciassero o collidessero tra loro. Il robot ha quindi ben sopperito agli inevitabili tremori manuali consentendo un accesso così limitato e quindi   microinvasività, assenza di cicatrici e tempi di ristoro sensibilmente più rapidi. Altri vantaggi della via robotica la visione tridimensionale e un controllo perfetto degli strumenti.Questa via di accesso sarà da adesso sempre più utilizzata per tarttare patologie ginecologiche benigne e oncologiche. Il Centro interdipartimentale dell'AOUP coordinata dalla Prof.ssa Franca Melfi si conferma all'avanguardia in questo settore praticando già quotidianamente interventi di  chirurgia toracica, urologica, ginecologica, bariatrica e trapianti.
E' da auspicare che questo ed altri primati della chirurgia italiana siano di sprone ad un incremento delle vocazioni per i giovani medici che hanno invece ultimamente abbandonato la specilità chirurgica a causa probabilmente degli enormi sacrifici di tempo di studio e dedizione a fronte di un apprezzamento sfuggente del pubblico profano. L'opinione pubblica  sembra piuttosto accanirsi su episodi limite di insuccessi e di scandali poco considerando il lavoro quotidianamente impegnativo dei chirurghi . E così  questa professione è attualmente poco accattivante per i giovani laureati italiani.Il grido di allarme alla fine del recente Congresso della Società Italiana di Chirurgia per voce del Prof. Tonelli, eminente Primario e Presidente del Congresso. Chi guiderà nel futuro i robot chirurgici in Italia? Avremo anche noi come il Regno Unito un boom di chirurghi da paesi esteri?

Foto medicinalive.com

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