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Il primo database viticolo italiano è nato a Pisa Internet

Malvasia e Morellino di Scansano, Vernaccia e Negramaro, Barolo e Brunello di Montalcino. Ci sono proprio tutti. I vini italiani in un database, il primo del genere in Italia, realizzato dal Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Pisa in collaborazione con l'omonimo Dipartimento dell'Università di Torino. Presentato venerdì 8 febbraio (Leggi anche: Università di Pisa e Torino creano il primo database viticolo italiano), Vitis DB è già on-line e riporta una miriade di informazioni scientifiche e di curiosità sugli oltre 2.300 vitigni che costituiscono la biodiversità viticola del Bel Paese. Si tratta di un utile strumento per gli esperti di enologia ma anche per gli appassionati di vino. Vitis DB è stato sviluppato dalal ColleMassari spa Fondazione Bertarelli Ager (Agroalimentare e Ricerca) con la collaborazione di oltre 20 istituzioni nazionali che svolgono ricerche nel campo della viticoltura. Il database riporta, per ciascun vitigno, le caratteristiche ampelografiche delle viti (ossia la descrizione morfologica dei grappoli, delle foglie e dell'acino), una o più fotografie, i profili dei loci microsatelliti (cioè dei marcatori molecolari del DNA dei vitigni) e curiose informazioni sulla terminologia linguistica utilizzata per indicarlo. La particolarità di Vitis DB è anche quella di essere un open source, ossia che può essere implementato con contributi di studiosi di viticoltura, che possono accreditarsi e ricevere un'apposita password per accedere alla procedura di inserimento.

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