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Il principe degli antiquari: un gioco per piccoli collezionisti Notizie dalla toscana

Firenze – MUS.E ha creato il gioco “il principe degli antiquari”: una sfida tra quattro grandi collezionisti vissuti a Firenze in quei decenni – Stefano Bardini, Charles Loeser, Herbert Percy Horne, Frederik Stibbert – che cercheranno di costituire la loro fortuna artistica ed economica.

Non è facile immaginare l’atmosfera, vivace ed entusiasmante, che si poteva respirare a Firenze sul finire dell’Ottocento, quando – complici le soppressioni degli enti religiosi una legislazione meno restrittiva  e l’intensificarsi dei viaggi e delle relazioni internazionali – capaci antiquari gestivano un commercio straordinario di opere artistiche: sul mercato si potevano incontrare veri capolavori (che ancora oggi si stagliano, per esempio, nei grandi musei americani) ma anche raffinate opere minori.

I protagonisti erano infatti conoscitori dell’arte in tutte le sue forme – connoisseurs, così erano chiamati – che coniugavano passione per l’estetica e per gli affari: fra questi Stefano Bardini, che nel suo testamento decise di lasciare alla città di Firenze tutte le opere del suo incredibile negozio, quel palazzo da lui “inventato” in stile rinascimentale dove la sua collezione aveva trovato una sede squisitamente scenografica e che è oggi il Museo Stefano Bardini.

Le regole del gioco. I bambini, divisi in quattro squadre, giocheranno intorno a un enorme tabellone, nel quale potranno a colpi di dadi acquistare e vendere opere, allestire il proprio negozio, cimentarsi all’asta, affrontare imprevisti di ogni genere. Le opere d’arte in questione sono naturalmente quelle dell’attuale museo, divise per categorie di prezzo e di genere, che al termine del gioco sarà possibile ritrovare nelle sale.

 

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