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Il Quartetto Lyskamm agli Amici della Musica Spettacoli

Firenze – Concerto Lunedì 26 Settembre, al Teatro Niccolini (ore 21) del Quartetto Lyskamm, formazione di musicisti italiani che si sono riuniti nel 2008 al Conservatorio Verdi di Milano e che si sono successivamente formati con il Quartetto Artemis a Berlino. È il vincitore del Premio Vittorio Rimbotti 2015, premio riservato ai gruppi che si sono distinti partecipando all’Accademia Europea del Quartetto, rinomato progetto formativo della Scuola di Musica di Fiesole.

Per il suo debutto agli Amici della Musica, il Lyskamm propone un programma che tocca i più vari momenti della storia della musica: il classicismo di Haydn e del suo Quartetto op.33 n.1, la contemporaneità di Franco Donatoni e del suo sesto quartetto (La souris sans sourire, del 1988), il pieno Novecento di Webern e delle sue aforistiche Bagatelle op.9 dedicate ad Alban Berg, il romanticismo sorretto dal rigore del Quartetto op.41 n.1 di Schumann. Il Quartetto Lyskamm si sta perfezionando con Heime Müller, già violino del Quartetto Artemis, a Lubecca. È già stato ospite di numerose società concertistiche, fra le quali la Società del Quartetto di Milano, il Festival Mito, l’Unione Musicale e LingottoMusica a Torino, il festival I Suoni delle Dolomiti, l’Aldeburgh Music Festival, il Brahms Festival di Lubecca; partecipa inoltre al progetto “Le dimore del Quartetto”, promosso dall’Associazione Piero Farulli.

 

Tre percorsi da camera con il Quartetto Foné

Martedì 27 Settembre, Mercoledì 28 Settembre, Venerdì 30 Settembre

Teatro Niccolini, ore 21

I tre appuntamenti ravvicinati di Martedì 27Mercoledì 28 e Venerdì 30 Settembre, al Teatro Niccolini (ore 21), propongono tre diversi percorsi nella letteratura cameristica sotto la guida del Quartetto Foné, ben nota formazione attiva dal 1985 e cresciuta alla scuola di Franco Rossi, leggendario violoncellista del Quartetto Italiano. Tre programmi degni di attenzione perché segnati da precisi connotati artistici. Martedì 27, Il Quartetto Foné si unirà alla viola di Olga Arzilli, già componente del Quartetto Materassi e solista con l’OGI e i Cameristi del Teatro della Scala, e al violoncello di Giovanni Scaglione, membro del Quartetto di Cremona e camerista anche al fianco di Angela Hewitt, per un programma volto ad esplorare le espressioni fin de siécle europee: il Quartetto di Debussy, “Crisantemi” di Puccini, una delicata elegia funebre scritta in una sola notte per il Duca d’Aosta, e infine il celeberrimo Sestetto “Souvenir de Florence” di Čajkovskij, che vedrà i musicisti tutti assieme sul palcoscenico.

Al gruppo così costituito, Mercoledì 28 Settembre si unirà il contrabbasso di Alberto Bocini, per anni prima parte dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e fondatore del quartetto di contrabbassi The Bass Gang, per un viaggio nella cosiddetta Neue Musik di area mitteleuropea, ancora non indirizzata verso i suoi esiti più estremi e innovativi: lo struggente Langsamer Satz che il ventenne Webern scrisse ispirato da sentimenti amorosi, Verklärte Nacht di Schönberg, che evoca la notte misteriosa e inquieta di due amanti, e le Metamorfosi di Richard Strauss, dolente epicedio di un mondo ormai alla fine (siamo nel 1945), qui presentate nella versione originale per sette archi. Ma degno di particolare attenzione è anche il concerto di Venerdì 30 Settembre, con un programma che prende ispirazione dai “Venerdì del quartetto” che l’editore, mecenate e organizzatore russo Mitrofan Petrovič Beljaev proponeva, alla fine dell’Ottocento, nella propria abitazione di San Pietroburgo, per far conoscere composizioni originali che poi avrebbe pubblicato.

Migliaia le partiture stampate dalla sua casa editrice di Lipsia, tutte composizioni che diedero un impulso fondamentale alla promozione e alla diffusione della musica russa. La serata ripropone l’atmosfera di quei ritrovi settimanali a casa Beljaev, con pagine anche curiose di Rimskij Korsakov e di numerosi autori russi oggi dimenticati, il tutto suggellato da quel capolavoro che è il Quartetto n.3 op.30 di Čajkovskij, espressione della venerazione che il compositore aveva per il classicismo viennese ma anche di quell’ineguagliabile forza emotiva che parla con la cantabilità più toccante della tradizione folklorica russa.

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