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Il quartiere Bardini Turismo

…in basso a sinistra, di scorcio, si affacciano su piazza de’ Mozzi i finestroni di palazzo Bardini, sede del museo; in fondo, su via de’ Bardi, s’intravede un tratto delle severe case dei Mozzi, un tempo proprietà Bardini; e percorrendo la medesima via de’ Bardi ci s’imbatte in palazzo Canigiani, che Bardini, dopo averlo acquistato, adibì per lunghi anni a deposito delle sue collezioni. Perché Stefano Bardini fu il più celebre collezionista d’arte in una città che dal 1870 al 1920 rappresentò il paradiso del collezionismo. Il trasferimento della capitale d’Italia a Firenze provocò un afflusso poderoso di capitali, investiti per lo più nell’edilizia. Di questo clima
fecero le spese il cuore del centro storico, brutalmente “risanato”, e il “vecchio” in senso lato, a partire dalle antiche dimore del patriziato, che si svalutarono inesorabilmente. Così molti palazzi prestigiosi, e sovente i loro arredi, passarono di mano. C’era poi il patrimonio ecclesiastico, che, non ancora sottoposto a stretti vincoli, offriva vaste possibilità a chi aveva l’occhio clinico e il portafogli ben fornito. Nato benestante, Bardini, aveva esordito con scarso successo come pittore per abbracciare presto il collezionismo; ma, lungi dal rifornirsi dagli antiquari, esercitava la compravendita in prima persona. Fra i suoi clienti c’erano il tedesco Friedrich von Bode (che arricchiva i musei berlinesi con tale spregiudicatezza da costringere l’Italia e l’Inghilterra a introdurre vincoli all’esportazione di opere d’arte), l’eccentrica statunitense Isabella Gardner Stewart, i francesi Edouard André e la moglie Nélie Jacquemart, il finanziere americano John Pierpont Morgan… Quando, nel 1922, si spense all’età di 86 anni, Bardini lasciò a Firenze il palazzo di piazza de’ Mozzi, dove, secondo il gusto eclettico fin de siècle, le sculture si affiancano ai dipinti, ai frammenti architettonici, agli arazzi, ai mobili da sacrestia, alle armi e ai corami. Con la morte del figlio Ugo (1965) sono passati a Firenze, dopo varie traversie, anche la villa e il giardino.

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