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Cgil: imprenditori e liberi professionisti dichiarano meno dei lavoratori dipendenti Economia

Un 2011 che parla ancora di crescita della disoccupazione e della cassa integrazione. E’ la fotografia scattata dal rapporto trimestrale della Cgil Toscana su un’economia rallentata, timidamente trainata dall’export e in particolare dalla produzione di oro della provincia di Arezzo. Molto richiesti in particolare i classici lingotti, in qualità di “beni rifugio” esentasse e dal valore sempre crescente. I giovani sono le fasce che più risentono della mancanza di occupazione. Ed il lavoro, quando c’è, ha l’aspetto poco rassicurante di un contratto a progetto o di un lavoro “a chiamata”. E fin qui nessuna sorpresa. Quando poi si arriva a leggere i dati sulle dichiarazioni Isee si scopre però che imprenditori e liberi professionisti possiedono più beni patrimoniali ma meno reddito rispetto a dipendenti e pensionati. Forse nemmeno questa è, in fondo, una sorpresa.
Occupazione. «E’ un’economia ancora in grande affanno – ha spiegato stamane Daniele Quiriconi, della segreteria generale Cgil Toscana – I senza lavoro continuano ad essere intorno ai 113mila, con un’incidenza della disoccupazione giovanile, under 29 anni, al 18%. Calano gli avviamenti, specialmente quelli a tempo indeterminato (-6,6%), e aumentano invece le forme di lavoro precario. Ben l’88% degli avviamenti registrati nell’ultimo trimestre utilizzano formule a tempo determinato, inclusi gli apprendistati. Le fasce giovani, soprattutto dai 25 ai 34 anni, sono le più penalizzate». In generale, nel 2011 sono stati creati circa 20mila nuovi posti di lavoro in meno rispetto al 2010 (174.515 contro 193.092).
Cassa Integrazione. Ai numeri sulla disoccupazione si sommano poi quelli sulla cassa integrazione. «Non solo aumentano le persone messe in mobilità – ha aggiunto Walter Bartolini, coordinatore dipartimento mercato del lavoro Cgil Toscana – Ma ad aumentare è anche lo stock di lavoratori in cassa integrazione, segno della difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro». Il 2011 si è chiuso con 47 milioni di ore di cassa integrazione. I livelli pre-crisi si attestavano in Toscana intorno ai 9 milioni. «I disoccupati equivalenti, cioè quelli che risulterebbero disoccupati se non esistesse questo ammortizzatore, sono passati da 28mila a30 mila – dice ancora Quiriconi – Di questi 11mila sono lavoratori in cassa integrazione straordinaria, messa in discussione dall’attuale governo, e 12 mila in cassa integrazione in deroga. Se dovesse essere abolita la cassa integrazione, 23.600 persone perderebbero il lavoro».
Vertenze di lavoro. Cifre impressionanti quelle presentate dal Focus in merito alle vertenze occupazionali aperte dalla sola Cgil in Toscana solo nell’anno appena trascorso: oltre 17mila, che vanno ad aggiungersi alle 70mila ancora aperte. Delle nuove vertenze aperte 187 riguardano licenziamenti illegittimi ai sensi del tanto discusso articolo 18, mentre quasi 10mila riguardano questioni contrattuali e retributive. «Senza l’art.18, anch’esso messo in discussione dal governo – ci spiegano – molte di queste vertenze non ci sarebbero, perché il lavoratore non avrebbe le tutele necessarie».
Reddito e Isee. I lavoratori dipendenti denunciano un reddito superiore a quello di imprenditori e liberi professionisti E’ questa la maggiore sorpresa che viene fuori dal Focus sui redditi, e in particolare dall’analisi di 500mila certificazioni Isee rese tra il 2007 e il 2011. «I dipendenti e i pensionati denunciano redditi più alti e patrimoni più bassi, mentre imprenditori e liberi professionisti dichiarano patrimoni più alti e redditi inferiori – spiega il segretario Daniele Quiriconi – Un’altra conferma della necessità di intervenire sull’evasione fiscale per reperire risorse da destinare allo sviluppo».
Industria: produzione e investimenti. Non va meglio la nostra industria, che, secondo il direttore dell’Ires, Fabio Giovagnoli, «ha forti problemi di crescita. Il manifatturiero continua una crescita lenta (+2,1% rispetto allo stesso trimestre del 2010) e mostra in generale una scarsa propensione all’investimento. Con una differenza. I settori a bassa tecnologia investono sempre meno, quelli a medio-alta tecnologia stanno investendo di più».
Export. Esportazioni in aumento ne terzo trimestre 2011, con un +17% rispetto allo stesso periodo del 2010, un aumento di 1,1, miliardi di euro in valore assoluto. «E’ un  dato positivo, su cui però ha  molto inciso l’aumento di esportazioni di metalli preziosi dalla provincia di Arezzo, dovuta alla crescita del valore dell’oro».  Di contro si è registrato delle importazioni, dovuto al calo dei consumi delle famiglie. Anche il rallentamento dell’import ha contribuito perciò alla buona performance delle esportazioni. Il sindacato mette però in guardia da un’economia trainata dall’export piuttosto che dai consumi interni. «Competere sui mercati internazionali può comportare un calo delle retribuzioni».
Credito. Diminuiscono gli affidamenti bancari, mentre aumentano i soggetti che si affidano alle Finanziarie, soprattutto per i prestiti di minore entità. Crescono anche le sofferenze, incrementate di +133% dal settembre 2009 al settembre 2011.
 

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