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Il Re Porco Rubriche

Quando è la sera, il porco entra in camera e fa l’istesso. – « Ah briccona ! » – dice. – Son queste le promesse, eh?» – Prende l’istess’ago, cos’era? e l’ammazza. La mattina, la servitù, eran l’undici, mezzogiorno: – « Ma che fa la Regina?» – Apron la camera e la trovan morta ancor lei. Vanno dalla Regina madre e dicono: – « Venga a vedere, Maestà, anche questa l’è morta! » – E il rimorso ! potete credere ! Il porco riprincipia a mugliare al muro per aver quell’altra, la terza sorella. Ma i suoi non gnene volevan dare, lo credo! Ma poi s’ebbe da accordare e viene sposa del porco; e portano anche i genitori nel palazzo, in disparte. La sera il Re diviene un bel giovinotto come nell’altre sere: – « Abbi da sapere che io sono un omo, vedi; ma per castigo della signora madre, il  giorno sono un porco. Ho da ringraziarne la superbia della signora madre. Ti prego di non dir nulla alla signora madre» – «E io ti prometto di non dir nulla» – La sarà stata anche un mese senza dir nulla, ma poi la chiede di parlare alla Regina e gli racconta che il suo figlio diviene un bel giovine; come le altre, tal quale: – «Ma io la prego di non parlarne neppure all’aria» – «Eh state pure contenta, io non lo dico» – Eccoti la sera il porco entra in camera e viene un bellissimo giovane: – « Briccona, son queste le promesse, eh? Te, non ti ammazzo. Ma, prima di ritrovarmi, tu devi consumare sette mazze di ferro, sette vestiti di ferro, sette paja di scarpe di ferro ed empire sette fiaschettini  di lacrime» – E va via, sparisce, non c’è più porco, non  c’è più nulla. La mattina, appena giorno,  la  sposa  s’alza  e  va  dalla  Regina Madre, e gli racconta il caso. Potete credere il rimorso di questa donna ! – «Guardate di che sono stata causa!» – Ordina  tutta  questa roba la Regina madre, e quando l’è fatta, la  sposa  la  si  veste  di  questa roba e si mette in viaggio: dice addio alla socera, la bacia: – « Addio ! Addio !» – e si mette in viaggio. Cammina, cammina, con il barroccio, perchè l’altra roba l’aveva sovra il baroccio, sennò come si fa a portarla ! La trova una vecchina. – «Dove vai, poerina?» – «Oh! » – dice; la gli fa tutto il racconto. – « Tu non sai ch’egli è stato sposo il tuo sposo ? Il tuo sposo gli ha preso moglie, lassù dov’è andato. Tieni questa nocciòla. Quando sarai sulla piazza del Re, quando avrai ben camminato, non so in che posto, molto lontano, schiacciala. Verranno di gran galanterie, ma tanto belle. La Regina » – dice – « se ne invaghirà ; e ti domanderà quanto ne vuoi di queste belle cose. Tu devi dire : Una notte a dormire col suo sposo» – Gli dà la nocciòla e va via, sparisce questa vecchia. – « Grazie ! addio, addio! » – Cammina, cammina, cammina e la trova l’istessa vecchina, l’istessa proprio: – « Poerina, dove vai? » – Gli fa tutto il racconto e questa vecchina gli dice: – «Sai ! Tieni  questa  mandorla, fai  lo  stesso,  stiacciala. Verranno  di  grangalanterie, ma tanto belle ! La Regina se ne invaghirà; e ti domanderà quanto ne vuoi di queste belle cose. Tu non chieder quattrini: chiedi una notte a dormire con lo sposo» – Quando l’è quasi per essere alla piazza gli si presenta un vecchino e gli dice l’istesso: – «Tieni» – dice – « questa noce. Vedi, tu ci hai pochino, vedi: l’è lì la piazza. Stiaccia questa noce e tu vedrai le galanterie che gli esce fori. La Regina se ne invaghirà e ti domanderà quanto ne vuoi di queste belle cose. Tu devi dire : Una notte a dormire col suo sposo» …..
…….. La fiaba continua, venerdì  la terza parte

Adalinda Gasparini
Immagine: Anne Anderson (1874-1930), http://en.wikipedia.org

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