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Il riordino delle Province getta la Toscana nel disordine Politica

Pisa o Livorno? Questo l’amletico dilemma che, probabilmente, avrebbe messo in difficoltà anche il principe di Danimarca. Lo shakespeariano personaggio sarebbe forse addirittura rabbrividito, come di fronte al fantasma del padre defunto, anche soltanto gettando uno sguardo a volo d’uccello sul panorama della riorganizzazione delle Province toscane. Già, perché in Toscana vige la bellum omnium contra omnes di Thomas Hobbes. C’è addirittura chi resuscita lo spettro di Napoleone per legittimare la pretesa di Livorno capoluogo, come il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà. Tutti contro tutti. E tutti contro Enrico Rossi. Il presidente della Regione ha da tempo esposto la sua idea per ridefinire il quadro degli enti locali toscano a seguito della soppressione delle Province voluta dal Governo Monti. Finché si è parlato di Aree Vaste, alcuni sono stati a favore ed altri contrari. I problemi sono sorti quanto il Governatore ha spiegato che, a suo modo di vedere, il territorio toscano potrebbe essere suddiviso in un’Area Vasta della Costa (comprendente Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno), un’Area metropolitana centrale (Firenze, Pistoia e Prato) ed un’Area Vasta del Sud (Grosseto, Siena ed Arezzo) con, rispettivamente, Pisa, Firenze e Siena come capoluoghi. Sono allora tornati in voga campanilismi che sembravano sopiti e dubbi che sembravano messi da parte. La questione più controversa, com’è ovvio, è quella della scelta del capoluogo dell’Area Vasta della Costa. Rossi ha indicato Pisa (88.000 abitanti), ma Livorno è più volte tornata a ribadire che, sulla base del decreto del Governo, la città labronica (161.000 abitanti) dovrà essere capoluogo in quanto ha un maggior numero di residenti. In effetti il decreto sulla spending review dice proprio questo, anche se Rossi, e con lui il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ed il presidente della Provincia pisana, Andrea Pieroni, vorrebbe una revisione del decreto sul riordino delle Province che tenesse in maggior considerazione gli aspetti peculiari del territorio toscano. Ovviamente Kutufà e Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno, sono andati all’attacco del Governatore, sostenendo che ha scarsa considerazione dei Livornesi. Rossi, dal canto suo, ha a suo fianco Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, che ha più volte caldeggiato la proposta del presidente della Regione e sostenuto la necessità di creare l’Area metropolitana fiorentina. L’idea rossiana piace, se non altro, a Roma. Il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ha infatti affermato che con la proposta delle Aree Vaste, non contemplata nel testo governativo, «il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha colto perfettamente lo spirito dell’intervento sul riordino delle Province». Sarà, ma in patria il Governatore non riscuote lo stesso successo dei palazzi della Capitale. Il presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, si è visto sfumare da sotto le mani il sogno di rimanere Provincia a sé stante per un pugno di abitanti, dato che il decreto del Governo prevede il mantenimento di Province con 250 km quadrati di territorio e popolazione superiore ai 350.000 abitanti che quella aretina non riesce a raggiungere. Perplessità sulla costituzione dell’Area Vasta del Sud anche a Siena e Grosseto. Il suo territorio diverrebbe infatti ampio quasi quanto l’intera regione Marche, con immaginabili difficoltà organizzative. Sorge, infine, il nodo Lunigiana per l’Area Vasta della Costa. Le terre di Luni, infatti, sono al confine fra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna e c’è chi, come il sindaco di Zeri, Egidio Pedrini, ha espresso la volontà di passare sotto la Liguria, nella Provincia di La Spezia. Questo, almeno questo, per fortuna non sarà possibile. Nel rebus delle Province toscane almeno una cosa è certa: che potranno variare i confini interni, ma che quelli regionali resteranno invariati. Il sindaco di Massa, Roberto Pucci, ha appoggiato l’idea della “mega-Provincia” di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno, un’Area Vasta da oltre 1.400.000 abitanti, ma senza capoluogo e con un’amministrazione condivisa. Anche per il presidente della Provincia massese, Osvaldo Angeli, l’unione di Massa Carrara con Lucca sarebbe la cosa più ragionevole. Stare con Pistoia e Prato? Sarebbe insensato, dato che con Lucca vi sono omogeneità territoriali come, non ultima, la Versilia.

Foto modificata da http://www.tempostretto.it

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