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Le imprese e i rischi del leasing Opinion leader, Società

Molti si sono chiesti cosa sia questo "rischio beni" e come si rapporti con la vita e l'attività delle imprese che ricorrono al leasing, strumento di finanziamento ancora più prezioso in un momento di crisi come questo in quanto consente di dedicare le proprie risorse alle materie prime ed allo sviluppo commerciale. Mi piace ricordare che siamo gli unici in Italia e all'estero a fare questo lavoro di analisi del rischio ed a creargli intorno la relativa cultura, specie con questo convegno che creai nel 1990 perché non esisteva ancora alcuna conoscenza in merito. Un lavoro che svolgiamo per conto delle società di leasing, oggi per la quasi totalità comprese nelle attività collaterali delle banche, e che consiste nella valutazione del rischio connesso alle operazioni di leasing per beni strumentali. 

All'inizio della mia attività – ma si parla di trent'anni fa, un altro millennio – il rischio principale era rappresentato dalle innumerevoli truffe che abili truffatori professionisti mettevano in atto nei confronti delle imprese che ricorrevano, inconsapevolmente, alle aziende da questi appositamente costituite. Ma negli ultimi 15 anni la truffa è  diventata un'occupazione nazionale, alla quale l'italiano è portato non solo dalla sua creatività, ma anche da una legislazione premiante. La riforma del Codice di Procedura Penale, risalente alla fine degli anni '80, ha di fatto modificato il Codice Penale in quanto, a differenza da quanto avveniva prima, oggi il truffato deve ricorrere alla "denuncia-querela" che non solo è costosissima ma che per di più impone allo stesso truffato di esporre le prove della truffa subita, cosa oggettivamente difficilissima e soggetta alla valutazione personale di magistrati, con minime possibilità  di successo e in tempi giudiziari solitamente infiniti, sia che si tratti di una società di leasing, sia che si tratti di una vecchietta… In pratica si aggiungono costi rilevanti al danno subito.

Dal nostro osservatorio possiamo vedere che mentre prima la percentuale delle truffe – nei loro vari livelli di attuazione – non superava il 2% delle operazioni da noi controllate, oggi supera il 20% .  E ultimamente la situazione si è anche aggravata a seguito della scarsa disponibilità di finanziamenti alle imprese da parte del sistema bancario. Il danno indotto per il pubblico dei consumatori è rilevantissimo. Come nel settore delle assicurazioni, dove le innumerevoli truffe si traducono in aumenti a catena dei costi delle polizze e in particolare di quella della responsabilità civile sugli automezzi, questa tendenza criminale finisce col ricadere su tutte le imprese – e quindi sui consumatori – penalizzando gli imprenditori corretti e l'economia in generale.  La situazione legislativa e giudiziaria italiana è unica al mondo. In qualsiasi Paese quando arrestano un truffatore lo mettono in galera e buttano via le chiavi ! Tutte le volte che una qualche società di leasing straniera viene ad operare in Italia non riesce a credere a questa nostra aberrante situazione  in effetti proprio di una cultura si tratta e la dimostrazione è nei fatti: da una parte le direttive europee sul leasing dei primi anni '90 usarono le definizioni da me inventate; dall'altra le più importanti Università italiane – come la Bocconi a Milano, la Sapienza a Roma e l'Università di Parma – hanno inserito questa materia nei loro piani di studio per la Facoltà di Economia. Ma… 'nemo propheta in patria' e così né l'Università di Firenze nè  quella di Siena, nella quale la Facoltà di Economia ha per di più un indirizzo bancario, hanno mai dimostrato alcun interesse.

Carlo Luigi Ciapetti

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