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Il ritorno del Cavaliere, un flop per Nencini Politica

Fra le poche voci che commentano ufficialmente non il terremoto romano, ma la (ri)discesa in campo del cavaliere in questa toscana domenica prenatalizia, si alza  quella di Riccardo Nencini, segretario del Psi, non certo tenero con il ritorno del "dinosauro" (come si è autoappellato lo stesso Berlusconi): ''Ciclo berlusconiano finito, Silvio in campo. Sarà un flop clamoroso pari al ritorno di J.R. e Dallas su Canale 5''. il segretario nazionale del Psi aggiunge: ''Raccogliera' pochi voti e molti senza famiglia, in testa quanti lo hanno criticato ma sono troppo deboli per fare seguire alla critica l'autonomia. Anche nostre vecchie conoscenze'' . ''Queste elezioni saranno ricordate come lo scontro tra una coalizione della sinistra riformista – conclude Nencini – che ha solidi legami con l'Europa ed e' orientata verso il cambiamento, contro il simbolo del passato che ritorna con un velleitario impasto di populismo e con nessun rapporto con l'Europa'',

Invece Enrico Rossi, il presidente della Regione, mostra alcune preoccupazioni circa il ritorno del Cav. Rivolto al centrosinistra, 
è ''sul disagio sociale che si vincono o si perdono le elezioni contro Berlusconi'' scrive Rossi sul suo blog. ''La sinistra deve mostrare fino in fondo il suo senso di responsabilità nazionale, la sua capacità di rappresentare il lavoro e i ceti più deboli, di tutelarli ed esprimerne i bisogni, di condensare in poche scelte precise ed efficaci le iniziative concrete da prendersi contro la crisi. A queste condizioni – dice il governatore – possiamo farcela''.

''Berlusconi scende in campo ancora una volta per i suoi interessi, con il rischio di far pagare la sua disperazione a tutto il Paese'', scrive Rossi. ''Dopo aver gia' fatto crollare la borsa e risalire lo spread – aggiunge il presidente della Toscana – fara' cio' che meglio gli riesce: campagna elettorale contro le riforme, contro l'euro e l'Europa, contro le tasse e la lotta all'evasione fiscale, e fara' appello alla rabbia sociale''.

''Bersani ha giustamente ricordato che l'Imu non e' una tassa di Monti ma di Berlusconi, a causa delle condizioni drammatiche in cui il suo governo aveva lasciato il paese – conclude Rossi – ma questo non basta perche' il tema vero della campagna elettorale sara' la crisi, la questione sociale, la disoccupazione, l'arretramento dei ceti medi, la poverta'. Su tutto cio' Berlusconi si avventera' con il suo populismo, la sua demagogia e con l'uso dei tutti i suoi potenti mezzi; trovera' compiacenze in settori della classe dirigente del paese, nei terzisti (ne' con gli uni, ne' con gli altri), con l'obiettivo di provare ancora una volta sia a suscitare le illusioni negli inconsapevoli, sia a blandire nei consapevoli gli antichi vizi del Paese. Non deve essere sottovalutato''.

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