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Il tango, strumento della tua “resilienza” Rubriche

Il tango nasce nella periferia de Buenos Aires e Montevideo negli anni 80 dell'800, in un periodo di straordinario processo di inurbamento. In origine questa danza è un'invenzione maschile. Una sorta di iniziazione di uomini, che si esercitano tra loro, in attesa che la fortuna li metta di fronte una donna. Sono contadini nomadi, gauchos decaduti, ed europei della cosiddetta alluvione migratoria. Uomini che vanno in cerca di una vita migliore. Gli uni hanno perduto la cultura legata alla terra, Gli altri hanno smesso di essere europei e non si sentono del tutto americani. Si illudevano di trovare la terra, ma al loro arrivo questa era già  in mano ai grandi latifondisti.

Così finiscono per vivere in abitazioni poveree anguste, coi servizi igienici in comune, a stretto contatto con i discendenti degli schiavi neri. E' in questi ambienti che nasce il tango, in uno spazio di tensioni irrisolte, di solitudine, e anche di mancanza di donne, perché l' immigrazione più che altro era maschile. Spesso era solo il  postribolo che permetteva agli uomini un qualche  tipo di relazione.  Per questo si dice che il tango è un fenomeno di RESILIENZA che è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà

Oggi l'uomo, come essere sociale, davanti al'isolamento provocato anche dalle nuove tecnologie, deve cercare modi per avvicinarsi alle persone, come fa il tango che parte dall'abbraccio. La crescita delle città, la grande quantiità di offerte, le paure,  e anche forse il diffondersi dei social neetworks, che sono una bellissima cosa, ma con questi la gente ha praticamente molti  contatti virtuali e pochi fisici, sono queste tutte cose che ci impediscono di creare relazioni. Il tango favorisce la creazione di vincoli sani, e non malati, come quelli che vengono a determinarsi nelle grandi città.

Le persone, quando ballano un tango tirano fuori la propria identità /personalità che in altri contesti quotidiani non riescono ad esprimere. Per esempio, il pignolo, cercherà la strutturazione delle figure, dei passi. Un altro invece puo cercare il gioco, la improvvisazione, l'avventura. E' un  ballo che si fa per se stessi, per  il proprio intimo e non per fuori, in contrapposizione con la musica  della discoteca, dove i ballerini non si guardano, non si toccano e  non si parlano. Ma di questo parleremo lunedì prossimo.

 

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