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Il Teatro della Toscana riparte da Stefano Accorsi Spettacoli

Firenze – Lavorare sull’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto è “un’impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti”, come ha sottolineato il regista Marco Baliani, che ha lavorato sull’adattamento drammaturgico della monumentale opera in versi.

Con il monologo Giocando con Orlando – Assolo Stefano Accorsi restituisce al pubblico tutta la straordinaria ironia e modernità del poema cinquecentesco, quella per cui la bella Angelica, insidiata più o meno da tutti i cavalieri cristiani, finisce per cedere al musulmano Medoro (suscitando il furore di Orlando), mentre la guerriera cristiana Bradamante sposa il pagano Ruggiero. Lo spettacolo è un’esperienza unica che ci fa riscoprire la straordinaria forza di uno dei grandi capolavori della letteratura italiana.

Alternando alle ottave originali di Ariosto quelle più prosaiche di Baliani, Accorsi usa la parola per suscitare stupore – la meraviglia di rinascimentale memoria – proprio come in una corte in cui il racconto nasce dall’incontro tra la fantasia di chi narra e lo stupore di chi ascolta.

Sullo sfondo rimangono sempre in scena i cavalli monumentali opera dello scultore Mimmo Paladino. La guerra è la cornice della narrazione, ma l’orrore delle uccisioni si svela solo alla fine con il terribile duello tra i più forti guerrieri di una parte e dell’altra. Lo scontro sanguinoso avviene sull’isola di Lampedusa e non può mancare un riferimento a chi sulle rive e a quelle latitudini continua a morire anche oggi, come al tempo di Carlo Magno vi morirono il re saraceno Agramante e il paladino Brandimarte.

Foto: Stefano Accorsi

9 maggio, ore 17 Teatro Era

10 maggio, ore 18:45 Teatro della Pergola

Fondazione Teatro della Toscana

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

Stefano Accorsi

GIOCANDO CON ORLANDO – ASSOLO

Tracce, memorie, letture da Orlando furioso di Ludovico Ariosto secondo Marco Baliani

scene Mimmo Paladino

impianto scenico Daniele Spisa

costumi Alessandro Lai

luci Luca Barbati

adattamento teatrale e regia Marco Baliani

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