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Il Tempietto dell’Alberti torna visibile Cultura

Si sta lavorando tutti i giorni all’interno della Cappella Rucellai, per anni difficilmente accessibile se non durante le messe tenute il sabato, oppure facendo richiesta della chiave a chi la custodiva, che in certe giornate poteva essere addirittura il fornaio di via della Spada! Tra via della Spada e piazzetta San Pancrazio, restano infatti i bei volumi di quella che fu una chiesa antichissima, che dal 931 ha subito innumerevoli trasformazioni: vi fu fondato un monastero attiguo che passò a vari ordini di suore e frati, fino a raggiungere ingenti volumi con l’ampliamento effettuato nel Trecento, e poi con l’aggiunta di un nuovo chiostro, un dormitorio e un refettorio per i frati, nel secolo successivo. Fu nel 1467 che il ricchissimo Giovanni Rucellai commissionò al grande architetto e teorico Leon Battista Alberti la ristrutturazione della cappella a fianco della chiesa, che doveva diventare la sua tomba. Per quel luogo sacro Alberti concepì un vero capolavoro di armoniche proporzioni, il tempietto del Santo Sepolcro, che così si chiama perché riproduce in scala la forma del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Alberti lo volle rivestito di marmi bicromi intarsiati, bianchi e verdi, che ricordano la sua facciata della vicina chiesa di Santa Maria Novella, pagata anche quella dal ricco mercante fiorentino. Nel Settecento la chiesa subì modifiche radicali, specie nel suo spazio interno. Ne resta tuttora la testimonianza in un affresco della cupola. Le due attuali colonne e la coppia di leoni dell’ingresso, furono aggiunti nell’Ottocento. Soppressa per la legge napoleonica, San Pancrazio diventò prima Direzione del gioco del lotto,  tribunale, Manifattura tabacchi e poi deposito per la  caserma che affaccia sull’ampio cortile interno. Nel 1976 venne iniziato l’ennesimo restauro della cappella Rucellai e delle strutture architettoniche della chiesa. Il Comune di Firenze incaricò poi gli architetti Lorenzo Papi e Bruno Sacchi di progettare il recupero del complesso, per il quale era stata individuata una nuova funzione: quella di museo dedicato alle opere dell’insigne scultore Marino Marini, che fu inaugurato nel 1988. Gli ennesimi lavori tuttora in corso in questi giorni hanno lo scopo di aprire un accesso tra il museo e la cappella. Ci sarà una grande cerimonia prima delle feste di Natale, e il Cardinale Giuseppe Betori verrà a inaugurare la nuova porta d’accesso. Una godibile opportunità per i visitatori del museo Marini che avranno così modo di traversare in pochi passi parecchi secoli di grande storia dell’arte.

 

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