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Il trasloco del Vieusseux, prima puntata Opinion leader

 

Un’istituzione tipicamente urbana  cambia aria e pelle andandosene in collina, al Forte Belvedere. “Ci sembra .-.diceva la direttrice Gloria Manghetti .-.che non  ci sia la consapevolezza del peso specifico del Vieusseux e della sua immagine internazionale”. Infatti. E’ un’istituzione legata al centro di Firenze dove tutti, cittadini e ‘forestieri’(molti) possono accedere per la biblioteca , la ricerca , le conferenze e quant’altro.E’ un’ istituzione con un corpo vivo e molti rami collegati che però, certamente, ha bisogno di nuovi spazi , specie per la biblioteca e i trecento volumi in deposito fuori sede. Ma oggi chi va al Forte ci va per una passeggiata, per il panorama, per vedere una mostra (quando si facevano), in macchina o a piedi perché non ci sono mezzi pubblici adeguati. Si metteranno, promette Giuliano da Empoli , il nuovo presidente appena nominato, che ha  buone intenzioni e buone  relazioni. E Da Empoli è un honorable man, direbbe un famoso personaggio.
Ma allora , lui che ama tanto, e giustamente, l’arte contemporanea, perché non propone di trasferire la Strozzina  al Forte insieme a  tutto quanto può riguardare le arti contemporanee  a Firenze (oh! i vecchi progetti dell’ex  Meccanotessile , ecc.ecc. andati in fumo!)…Potrebbe essere  lui il risolutore dell’annoso problema  dell’arte contemporanea in questa città, dando in cambio gli spazi della Strozzina al Vieusseux e ottenendo ,al Belvedere , un ambiente mozzafiato per installazioni fuori e dentro  :  altro che il cortile di palazzo Strozzi!
Gli sgomberi sono sempre costosi e complicati e in questo caso sempre con le sole  tre funzionarie addette,  le uniche veramente in grado di seguire le cose: un’impresa quasi  impossibile.Inoltre gli spazi al Forte ristrutturabili e adattabili alle esigenze del Vieusseux non sono poi tantissimi, emeroteca della Biblioteca Nazionale a parte. Se l’intento  di Da Empoli era di prendere due piccioni con una fava , ossia rilanciare il Forte e sistemare il Vieusseux , proprio non funziona: sono due entità costituzionalmente diverse: una per topi di biblioteca .-.più o meno.-. l’altra per soldati spadaccini ,com’era, e come potrebbe essere con artisti contemporanei .
Forse qualche studioso si potrebbe arrampicare volentieri a studiare carte d’archivio, ma quanto ai giornali si possono leggere on line e  comprarli in  tutte le edicole , nelle principali lingue. Nessuno salirà per questo; né d’altra parte si andrà a  una conferenza giù , nella sala Ferri lasciata come simbolo a Strozzi , e magari a consultare un testo ad essa collegato, su.
Mi fermo qui , ma così  non funziona , caro Presidente. E invece potrebbe prendere addirittura  tre piccioni con una fava: sistemare il Vieusseux, rilanciare il Forte Belvedere e creare un vero centro di arte contemporanea a Firenze.Una bomba!
Dunque ci rifletta  e sia davvero l’uomo del destino per l’arte di oggi:    sarà  apprezzato e ricordato per questo. E lasci l’Ottocento agli ottocentisti (non certo la Presidenza!) per il bene di tutti.
Annamaria Piccinini
 

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