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Il Vescovo di Grosseto su emergenza casa Società

l Vescovo di Grosseto monsignor Franco Agostinelli, dalle pagine del settimanale diocesano “Rinnovamento”, in edicola domenica prossima, interviene su l’emergenza abitativa. “Non posso entrare nello specifico dei numeri – scrive il vescovo – perché non ho dati esatti su questo argomento. Posso dire soltanto che il problema abitazione è un vero e urgente problema, sia per gli italiani, sia per i giovani che intendono sposarsi, sia per gli stranieri”. Il vescovo, nel suo intervento ufficiale messo nero su bianco, non manca di rimarcare come il problema sia “l’alto costo degli affitti, che non può più essere supportato dagli attuali stipendi” e che porta “i giovani ad essere restii a pensare ad un futuro matrimoniale perché c’è l’emergenza  lavoro e di conseguenza l’impossibilità a metter su casa”. Gli stranieri incontrano ancora maggiori difficoltà, perché oltre al lavoro, che anche per loro è precario, c’è una certa diffidenza da parte dei proprietari a consegnar loro la casa, per paura che l’eccessivo affollamento, che lo stile di convivenza ecc. finisca per svalutare la proprietà e renda problematico una eventuale vendita o nuovo affitto”. Il presule lancia un allarme ben preciso: “è un problema per tutti ed è un problema urgente, che se non affrontato dall’autorità costituite, può innescare complicazioni serie dal punto di vista sociale”. Il pastore di Grosseto, preso atto che “molte persone ogni giorno vengono a bussare alla nostra porte, che sono aumentati, chiedendo non solo soldi, ma anche lavoro e un’abitazione, Noi non possiamo rispondere adeguatamente alle legittima richieste”. Tuttavia la Chiesa non vuole scaricarsi di dosso il problema, “con la consapevolezza che certi problemi riguardano tutta la società, nessuno escluso, sia come singoli cittadini, che come istituzioni.”  Per fare la propria parte la Chiesa deve essere tra gli interlocutori: “che non capiti – tiene a precisare con forza il vescovo – che la Chiesa la si voglia fuori da qualsiasi dibattito civile e sociale, quando fa comodo, mentre la si tiri dentro per caricarla dell’emergenza quanto la società, con le sue leggi e ordinamenti, non sa più che cosa fare”, concetto questo espresso anche la settimana scorsa dal vescovo di Pescia in merito al tema della liberazione delle aperture dei negozi promosso dal Governatore Rossi. Noi vogliamo esserci – conclude il vescovo – non ci tiriamo indietro, ma insieme e con condivisa responsabilità”.

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