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Il Vescovo di San Miniato si scaglia contro il gassificatore pisano Cronaca

A fianco dei cittadini riuniti in comitato per contrastare la realizzazione, nel pisano, di un pirogassificatore, impianto capace di produrre energia bruciando i rifiuti, scende in campo anche il vescovo di San Miniato, Fausto Tardelli,  Segretario della Conferenza Episcopale Toscana, nel cui territorio rientra Castelfranco di Sotto, il comune dove dovrebbe sorgere l’impianto. Per il prelato “il popolo deve essere sempre preso in seria considerazione e ascoltato”. Un  gassificatore della discordia, visto che ha acceso la polemica tra Regione, enti locali e soprattutto comitati di cittadini per la difesa del territorio. “Distruggere l'ambiente – ha proseguito il Vescovo – significa distruggere l'uomo e offendere il buon Dio che ha creato la terra perché serva a tutti gli uomini di oggi e di domani. Il rischio ambientale piuttosto alto a cui il nostro territorio è sottoposto richiede una cautela in più rispetto ad altri territori”. Il progetto dell’impianto, proposto dalla Waste Recycling e progettato dalla Nse Industry, attualmente  è  bloccato da una sospensiva del Tar, che è stata impugnata dalla Regione Toscana di fronte al Consiglio di Stato. Pronta la replica del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: “La Toscana è una terra dove un'impresa che rispetta le leggi, i regolamenti e i pareri tecnici vincolanti, ha diritto ad ottenere in tempi rapidi le autorizzazioni per le sue attività. Questo, fino a prova contraria, è quanto avvenuto per il pirogassificatore”.

Anche il presidente della Waste Recycling, Maurizio Giani, ha voluto replicare al Vescovo: “Il progetto – spiega Giani – è relativo a un piccolo impianto, che rispetta le leggi nazionali, regionali, regolamenti provinciali e comunali, ha un impatto neutro sull'ambiente, rispetta i principi di prossimità e autosufficienza per lo smaltimento dei rifiuti, come fra l'altro stabilito dalle direttive europee, riducendo quindi l'uso delle discariche”.

Il Vescovo, dal canto suo, dopo l’apertura ambientalistica-ecologistica che si è avuto da parte della Chiesa grazie a Papa Giovanni Paolo II – da 7 anni la CEI celebra a settembre in tutte le Chiese la giornata del Creato –  ha tenuto a puntualizzare che la Toscana “non può certo essere soltanto la regione del vino e dell'olio buono o del turismo sostenibile, ma neanche quella dell'impresa qualunque e dovunque, perché la risorsa più grande della regione sono gli uomini e le donne che la abitano e l'autentico sviluppo umano esige molta attenzione all'ambiente in cui si vive”.

Foto:www.repubblicapisana.it

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