energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Il Viaggio a Reims di Rossini al Maggio Musicale Fiorentino Spettacoli

È in scena al Maggio Musicale Fiorentino Il viaggio a Reims di Rossini, un’opera scritta per celebrare, nel 1825, l’ascesa al trono di Francia di Carlo X, il re che spinse la Restaurazione tanto a destra da venir presto travolto da un’altra rivoluzione. La vicenda prende spunto da quello che davvero dovette succedere in quei mesi: un gruppo di nobili e notabili, francesi e stranieri suoi alleati, aspetta di recarsi a Reims, dove per tradizione venivano incoronati i sovrani di Francia. Ma il viaggio tanto atteso non avrà mai luogo, perché tutti vogliono andare a Reims e non si trovano più cavalli, e i protagonisti restano nella stazione termale di cui sono ospiti, allestendo, per consolarsi, una festa privata, in cui elogiano il re di Francia ovvero – come nella realtà – Carlo X, dinanzi al quale l’opera venne rappresentata la prima volta. La trama, così esile, è rimpolpata da scene d’amore convenzionali (che non vuol dire per forza brutte o noiose) e caricature dei vari popoli europei, e tutta rivestita di invenzioni musicali insolite e virtuosistiche, a volte ardite (fra cui un numero d’insieme con addirittura 14 voci soliste).


Con Il viaggio a Reims il Maggio vuole offrire un titolo fra i meno battuti, di cui si erano perse le tracce per un secolo e mezzo, e che però per la sua assoluta originalità è anche diventato negli ultimi ventott’anni, da quando è stato riscoperto e ricostruito, una sorta di chicca del repertorio. Ma un’opera del genere ha bisogno, per risultare davvero viva, di un cast di assoluta grandezza, oltre che ben più numeroso del solito, come quello – davvero unico – che andò in scena nel 1825 e riuniva tutte le stelle del canto europeo, o almeno di un allestimento molto inventivo, che renda evidenti o – perché no – attuali, i riferimenti alla cultura (musicale e non), al costume e alla politica del tempo sparsi nel libretto, e che oggi nessuno più coglie se non legge il programma di sala. Ora, fra i cantanti di questa edizione fiorentina ha dato una prova davvero notevole Auxiliadora Toledano (Corinna) e hanno spiccato Marco Camastra (Don Profondo) e Mirco Palazzi (Lord Sidney), ma gli altri non sono risultati ugualmente freschi e brillanti, anche se Daniele Rustioni ha diretto con abbastanza brio. Nella spa con piscina (vera), allestita da Italo Grassi per attualizzare i bagni termali di Plombières, ogni tanto qualcosa si muove, ma non vivacizza più di tanto le tre ore di spettacolo; e non ha offerto molte trovate divertenti o stimolanti la regia di Marco Gandini. Quando parte la celebrazione finale dei popoli della Santa Alleanza cadono dall’alto grossi palloni coi colori delle bandiere dei vari stati europei, e alla Grecia ne spetta uno piccolo, che viene ironicamente accudito con particolare attenzione: a parte questo non è parso si sia cercato altro di davvero satirico nel testo. Anche se in quest’opera, che pure è “musica di regime”, non è tutto smaccatamente encomiastico come nella celebrazione finale del sovrano, che in questo spettacolo è diventata una sorta di omaggio all’Europa unita. E con la situazione internazionale di oggi lascia un po’ perplessi trovare a teatro meno autoironia che ai tempi dell’Ancien Régime.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »