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Il volantino politico è pubblicità? Grassi: “Delibera per chiarire” Breaking news, Politica

Firenze – Un volantino che invita a partecipare ad una manifestazione contro il Jobs Act può essere considerato un messaggio pubblicitario?

La domanda non è di poco conto, dal momento che proprio la distribuzione di volantini politici che riguardavano il Jobs Act è costata ai militanti di Sel una multa di 412 euro (con verbale) da parte della polizia municipale fiorentina. “Secondo il buon senso di un ente che vuole definirsi democratico si direbbe di no – è la risposta che dà il capogruppo di Firenze riparte a Sinistra in Palazzo Vecchio Tommaso Grassi –  e anche il decreto decreto legislativo n. 145/2007 è chiaro a definire pubblicità ciò che ha uno scopo commerciale. Ma il buon senso evidentemente non è una caratteristica dell’Amministrazione comunale di Firenze e così il diritto a manifestare il proprio pensiero con ogni mezzo, sancito dall’articolo 21 della Costituzione, diventa una pratica sottoposta all’autorizzazione della Direzione Attività Economiche e all’eventuale pagamento di un canone”.

Citando proprio il caso occorso a Sel il 18 ottobre scorso, Grassi continua: “La stessa cosa  potrebbe accadere a qualunque partito o movimento politico ma anche alle tante vertenze territoriali e alle associazioni culturali e non del nostro territorio. Fino a quel momento il volantinaggio svolto dai partiti politici o da altre associazioni sindacali o sociali nelle aree pubbliche non era mai stato sottoposto a limitazioni di questo tipo. La Polizia Municipale all’epoca ha redatto un verbale con una multa da 412 euro a cui è stato fatto ricorso, al quale peraltro dopo quasi due anni non è mai stata data risposta e non si sa che fine abbia fatto, e pochi giorni fa è arrivata anche una ingiunzione di pagamento per il recupero del canone pubblicitario”.

Ma il  volantinaggio politico o delle associazioni contiene pubblicità? La maggior parte di volte si tratta di messaggi, specialmente nel primo caso, squisitamente politici, ma anche, in particolare per le associazioni, che riguardano la promozione di una iniziativa culturale, sportiva o di altro tipo. “Indipendentemente dal caso specifico che è accaduto ai militanti del partito di SEL ci interessa che il quadro sia chiaro e che non vi sia una escalation di segnalazioni alla Polizia Municipale e contenziosi tra Comune e singole associazioni – aggiunge Grassi – È chiaro che a questo punto la vicenda assume un significato più ampio e generale. Evidentemente non è più un caso isolato ad una coppia di vigili troppo ligi al dovere, ma coinvolge un’intera struttura dell’Amministrazione comunale che evidentemente intende confermare questa interpretazione restrittiva del regolamento. Per questo abbiamo deciso di presentare una proposta di deliberazione da sottoporre al voto del Consiglio comunale perché la vicenda venga chiarita una volta per tutte: la comunicazione politica e quella delle associazioni senza scopo di lucro non rientrano nella categoria di pubblicità e quindi vengono sottratte dalla normativa del relativo regolamento e rimangono attive solo le limitazioni previste dal regolamento di Polizia Urbana e sulla convivenza civile”.

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