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Immigrati: mobilitazione contro lo stallo delle regolarizzazioni Cronaca, Società

Prato –  Il 20 aprile, è stata inviata una lettera aperta al Governo e Parlamento sullo stallo delle domande di regolarizzazione affinché si intervenga immediatamente sui ritardi e superare così  le sanatorie al fine di riformare l’intero sistema. Si registra purtroppo un enorme rallentamento per  l’esame delle domande di emersione, documentato dal lavoro di monitoraggio della campagna “Ero Straniero”, con poche migliaia di permessi di soggiorno rilasciati rispetto alle oltre 200.000 domande presentate, che si sta traducendo nell’impossibilità, per decine di migliaia di persone di accedere pienamente ai servizi, alle prestazioni sociali, alle tutele e ai diritti previsti per chi lavora nel nostro Paese.

La campagna è promossa da Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Oxfam Italia, ActionAid Italia, ACLI, Legambiente Onlus, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.

Nonostante la normativa preveda l’accesso al sistema sanitario nazionale anche per i cittadini stranieri in attesa di essere regolarizzati, nella realtà, in molti territori, tale possibilità viene negata. Succede infatti che senza il permesso di soggiorno non venga rilasciata la tessera sanitaria, essenziale per rientrare nella campagna vaccinale anti-COVID in corso. “Tale situazione di stallo ha inevitabilmente un impatto anche a livello di salute pubblica nel contesto di emergenza sanitaria che stiamo vivendo,con pesanti conseguenze in termini di sicurezza sociale e sanitaria e di legalità per il nostro Paese”, si sottolinea nella lettera.

Senza permesso di soggiorno, inoltre, diventa complicato anche aprire un conto corrente, essenziale per l’accredito dello stipendio di chi sta già lavorando, o avere l’Isee, con cui usufruire delle agevolazioni economiche per le mense scolastiche per chi ha un reddito basso.   C’è poi un altro aspetto da considerare: un anno fa, con lo scoppio in Italia della pandemia, si è rischiato uno stop al settore agroalimentare, per  la mancanza di lavoratori stranieri stagionali impossibilitati a entrare nel nostro Paese. Da qui il provvedimento straordinario di emersione inserito nel cd. decreto “rilancio”.

Si legge ancora nella lettera: “A un anno di distanza, all’avvio di una nuova stagione di raccolta, sarebbe paradossale non portare a conclusione rapidamente le decine di migliaia di pratiche in istruttoria, consentendo alle persone che hanno inoltrato domanda di lavorare in sicurezza e andando incontro alla richiesta di manodopera dei datori di lavoro”.

Un appello sottoscritto dalle principali realtà impegnate sui temi dell’asilo e dell’immigrazione da sindacati nazionali (Cgil, Uil, Usb); dal mondo cooperativo, e da alcune associazioni di categoria e realtà, operanti nei settori interessati dal provvedimento straordinario di emersione approvato quasi un anno fa (lavoro domestico e di cura, agricoltura).

Tutti  uniti nel  chiedere al Governo di intervenire  immediatamente per velocizzare l’iter delle domande ancora in attesa di risposta, di chiarire ai propri uffici che i cittadini stranieri in attesa del permesso di soggiorno godono, sino alla conclusione della procedura, di tutti i diritti connessi allo status di lavoratore regolare. E  al Parlamento, di riprendere quanto prima l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna “Ero straniero” in Commissione affari costituzionali della Camera, riformando la normativa in vigore, ormai superata.

“Non sarà sufficiente quest’ultimo provvedimento straordinario a contrastare la creazione di nuova irregolarità, come dimostra quanto accaduto negli ultimi vent’anni”,-concludono le organizzazioni:  “Serve un intervento che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e favorire legalità e integrazione, a partire da uno strumento di emersione su base individuale – sempre accessibile, senza bisogno di sanatorie – che dia la possibilità a chi rimane senza documenti di mettersi in regola a fronte della disponibilità di un contratto di lavoro o di un effettivo radicamento nel territorio. E più a monte, servono nuovi meccanismi legali di ingresso per lavoro o ricerca lavoro. Soluzioni, queste, previste nella proposta di legge popolare all’esame della Camera, la cui approvazione non può più aspettare”.

In Toscana sono uscite le linee guida del Centro di Ricerca Universitario Altro Diritto “Danzando sui gusci d’uovo. Indicazioni per rendere più inclusive le procedure previste dall’art. 103 DL 34/2020”. “Ma a conti fatti dall’articolo 103 e dalle sue applicazioni ne è risultata una misura di sanatoria molto ristretta.

Anche per questo motivo le linee guida si chiamano Danzando sui Gusci d’Uovo: perché anche per un tecnico è complicatissimo da un punto di vista giuridico capire cosa si può e cosa non si può fare in questa sanatoria”, così il professor Emilio Santoro, direttore di Altro Diritto.

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