energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Immigrazione e cittadinanza, la Toscana va più in fretta Società

Cambia il volto del Paese, cambia quello della Toscana: se sono circa 338.746 gli immigrati residenti in Toscana (dato Caritas aggiornato al 2009) di loro il 12, 8% rimane straniero da un punto di vista giuridico pur essendo nato e sempre vissuto in Italia. Ogni anno in Toscana nascono 6mila bambini con genitori stranieri, mentre circa un toscano su 10 è straniero.
Un enorme alveo di energie, crestività, capacità, sviluppo che rischia di rimanere inutilizzato o sottoutilizzato in assenza di strumenti in grado di veicolarne le potenzialità sociali ed economiche.
Sono cifre che danno il conto di come sta cambiando la struttura sociale regionale, e di come sia necessario pensare a nuove regolamentazioni giuridiche, dal momento che fra i cambiamenti “c’è senza dubbio il gran numero di immigrati presenti da molti anni in Italia e che qui hanno fatto nascere i loro figli. E’ a loro che dobbiamo concedere la cittadinanza italiana, perchè anche loro fanno parte del presente e del futuro di questo Paese”.
Con questa riflessione il presidente della Regione Enrico Rossi è entrato nel vivo, questa mattina 22 ottobre, dell’iniziativa “L’Italia sono anch’io”, che si è tenuta nel palazzo comunale di Campi Bisenzio e che ha visto la costituzione del Comitato a sostegno delle due proposte di legge per i diritti di cittadinanza agli immigrati residenti in Italia da più di cinque anni e ai loro figli nati in Italia e quella per concedere loro il voto alle elezioni amministrative.
D’altro canto, la Toscana vede una grossa incidenza dell’immigrazione anche in campo economico.
Seguendo il dossier della Caritas sul mercato del lavoro, ci si accorge che i nati all’estero rappresentano il 16,7% di tutti gli assicurati, un dato superiore a quello nazionale (16,1%) e dell’Italia centrale (15,5%). Nel confronto con il 2008 si nota come l’incidenza media regionale dei lavoratori dipendenti nati all’estero sia lievemente aumentata (+0,4), ma in particolare si coglie l’importanza di questi lavoratori per la spinta economica toscana.
Un mondo che sempre di più acquisisce sul campo i crediti per non rimanere escluso dalla vita politica e civile del Paese.
“I diritti civili e sociali – ha sottolineato il presidente – sono indispensabili. Chi lavora, paga le tasse e rispetta regole e leggi deve avere i diritti di cittadinanza, come noi. Le Regione ha approvato una legge per dare assistenza sanitari agli immigrati. Adesso dobbiamo garantire la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia e il diritto al voto per le elezioni amministrative dopo 5 anni di residenza”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »